L’autogol delle regole. Adesso anche i 5 Stelle hanno gli impresentabili. Parla il direttore del Dubbio Sansonetti: “Così hanno imbrogliato gli elettori”

di Antonio Pitoni
L'intervista

Al direttore del Dubbio, Piero Sansonetti, la vicenda della Rimborsopoli grillina ricorda molto una celebre scena del film Totò Truffa. “Quando Totò vendeva la Fontana di Trevi all’inconsapevole turista straniero spacciandola per sua”.

Il Movimento 5 Stelle ha perso la patente di onestà?
“Credo che l’abbia persa perché non l’ha mai avuta. Il problema dei 5 Stelle è quello di considerare l’onestà un valore assoluto che prevale su tutto”.

E cosa c’è di sbagliato in questo?
“Con l’onestà non si governa. Se guidi una macchina devi saper accelerare e sterzare altrimenti vai a sbattere. Certo, preferisco che guidi un autista onesto ma è fondamentale che sappia guidare. Ciò premesso, è chiaro che in questa vicenda dei rimborsi nessuno ha commesso alcun reato. C’è stato semmai un imbroglio nei confronti dei propri elettori. Esattamente come hanno fatto promettendo mille euro a tutti se andranno al Governo”.

Al netto dei furbetti del bonifico, però, hanno restituito milioni di euro…
“Non sono gli unici a donare soldi. Tutti i parlamentari danno somme di denaro ai rispettivi partiti. Quelli che versano di più, per esempio, sono i parlamentari di Sinistra italiana”.

Però scusi, non trova che ci sia una differenza tra chi dona soldi ai partiti e chi finanzia il fondo per le piccole imprese?
“Non vedo perché sarebbe più morale dare dei soldi ad un imprenditore piuttosto che ad un partito. Capisco che l’idea dei 5 Stelle è quella di annientare i partiti e di sospendere la democrazia. Ma credo che sia legittimo per gli altri partiti non essere d’accordo su questa linea”.

Alla fine i 5 Stelle sono rimasti vittima delle loro stesse regiole?
“Walter Veltroni usava un’espressione divertente: ribaltarsi in parcheggio. Ecco, ai 5 Stelle è successo questo. Dopo essere caduti andando sul triciclo,  ora chiedono di guidare una Ferrari. Al di là della questione dell’onestà hanno dimostrato di non essere in grado di governare”.

Discutibili o no che siano, chi viola le regole del M5S viene cacciato mentre, accusano, i partiti candidano gli impresentabili…
“Nessun partito ha candidato condannati. Quanto agli indagati e agli imputati, solo un condannato in via definitiva può essere definito colpevole. Esistono i condannati e gli innocenti. Sostenere che un indagato ha meno diritti di un non indagato è incostituzionale. Peraltro, stando alle loro regole, anche i grillini hanno candidato, sebbene poi li abbiano cacciati, degli impresentabili”.

Cioè gli otto furbetti del bonifico?
“Più quello della casa a 8 euro al mese e l’ex massone. Una decina in tutto che potremmo dover sottrarre dal loro risultato elettorale”.

Gli altri partiti hanno la patente per attaccare i 5 Stelle?
“Non sarebbero da attaccare per i bonifici anche se nel gioco della campagna elettorale ci può stare. Andrebbero attaccati perché ci dicono che vogliono combattere l’evasione fiscale ma non sanno neppure controllare i conti a casa loro”.