A sinistra è già campagna elettorale. Bersani e D’Alema in tandem contro Renzi: è lui che ha voluto la scissione

dalla Redazione
Politica

Matteo Renzi ha indicato Massimo D’Alema come regista della scissione del Pd, ma subito è arrivata la replica. “Renzi adesso ricerca il regista, ma non sia così umile: il regista è lui, ha fatto tutto lui, la disgregazione di questo partito ha un regista, e questo regista si chiama Renzi”, ha affermato Bersani. Toni praticamente uguali a quelli di D’Alema: “Per creare una grande forza di centrosinistra deve essere ridimensionato il ruolo del rottamatore. È stato il rottamatore a rompere tutto. Non siamo stati noi. Ha distrutto il Pd, lo ha svuotato di contenuti democratici e ne ha completamente svilito l’ispirazione ideale e politica”. Una replica in tandem all’ex premier, che sembra l’antipasto a una lunga fase di scontri. Anche perché, carte alla mano, il Movimento democratici e progressisti è alleato del Pd.

E proprio Bersani ha voluto lanciare un messaggio tranquillizzante: “La maggioranza in Parlamento non verrà meno. Aanzi io dico che si allargherà, riqualificando l’azione del Governo sui temi più cari. Ma comunque garantendo di arrivare al 2018”. D’altra parte l’ex segretario dem ha fissato dei paletti: “Governo e Parlamento hanno il dovere di intervenire. Se non ci sarà un intervento normativo, io sono per fare il referendum e appoggiare assolutamente i quesiti”. Non è mancato un riferimento alla legge elettorale: “In nome della governabilità togliamo i capilista bloccati, perché non si può pensare che il 70% del Parlamento sia nominato, con le preferenze per prendere in giro l’elettore. Serve una rivisitazione di una roba con il Mattarellum dove deputato deve guardare i cittadini all’altezza degli occhi”.

In questo clima di campagna elettorale anticipata, D’Alema ha preso di mira anche Andrea Orlando, il ministro della Giustizia, visto come un possibile ricucitore. “Che la legge elettorale fosse incostituzionale si vedeva alla luce del giorno. Questo dimostra l’improvvisazione, l’arroganza, l’incompetenza e l’autoreferenzialità del gruppo dirigente del Pd. Mi dispiace ma alcune di queste responsabilità se l’è prese anche il mio amico Orlando”, ha detto.

  • Sergio

    “Il bue che dice cornuto all’asino”. Certo che riesumare i “bandiera rossa” dopo 60 anni di fallimenti ci vuole coraggio.