A sorpresa il ministro Grillo azzera il Consiglio superiore di Sanità: “E’ tempo di dare spazio al nuovo”. E’ l’organo tecnico-consultivo del ministero della Salute di cui fanno parte molti nomi illustri della medicina

dalla Redazione
Politica

Il ministro della Salute Giulia Grillo, ha revocato le nomine di tutti i membri non di diritto del Consiglio superiore di Sanità. Il Css è organo tecnico-consultivo del ministero che viene rinnovato ogni tre anni, quindi il mandato dei suoi membri, scelti nel dicembre del 2017 dall’allora ministro Beatrice Lorenzin, sarebbe scaduto nel 2020.

Si tratta di 30 membri nominati dal ministro che si aggiungono a quelli di diritto (rappresentanti di ministero, Aifa e Istituto Superiore di Sanità). Tra questi anche la presidente Roberta Siliquini, che in un tweet ha sottolineato la sua sorpresa per la comunicazione ministeriale giunta senza alcun preavviso. “Siamo stati colti alla sprovvista – ha detto la presidente del Css – ed avvertiti della revoca delle nomine solo oggi attraverso una lettera. Il ministro Grillo, in questi mesi non ci ha mai convocato”.

Fra i membri del Consiglio revocati figurano nomi illustri della medicina, dai genetisti Bruno Dallapiccola, attuale direttore scientifico dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, e Giuseppe Novelli, rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, al farmacologo Silvio Garattini, dal ginecologo Giovanni Scambia all’oncologo Napoleone Ferrara.

“Il Consiglio superiore di sanità è organo di consulenza tecnico-scientifica del ministro della Salute e, dunque, ho deciso di dare un segnale di discontinuità rispetto al passato rinnovando la composizione dei 30 membri di nomina fiduciaria” spiega il ministro Grillo in una nota. “Siamo il governo del cambiamento – ha aggiunto – e, come ho già fatto per le nomine di mia competenza nei vari organi e comitati del Ministero, ho scelto di aprire le porte ad altre personalità meritevoli. E’ tempo di dare spazio al nuovo”.

“Sono sicura – ha detto ancora il ministro della Salute – che alcuni componenti del Css possano essere nuovamente nominati, di certo non i vertici, che devono avere la fiducia e la piena sintonia con il ministro in carica. La decisione di revoca degli organismi collegiali, e dunque del Css, andava presa entro il 5 dicembre, ossia a sei mesi dalla fiducia del mio Governo al Parlamento (5-6 giugno 2018). Ringrazio tutti i componenti uscenti del Css, di cui mi preme sottolineare l’indiscutibile valore tecnico-scientifico, ma è tempo di dare spazio al nuovo”.