Abusi sessuali di Tavecchio. Il gip respinge l’archiviazione nonostante la richiesta della Procura. L’indagine riparte, già sentito Claudio Lotito

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Niente archiviazione, l’indagine sulle molestie sessuali dell’ex capo della Figc Carlo Tavecchio deve andare avanti. Lo ha disposto il gip di Roma, rigettando la richiesta di archiviazione della Procura, per il caso delle pesanti avances rivolte alla presidentessa della Lazio femminile, la 50enne Elisabetta Cortani. Ma non è tutto. Proprio con la riapertura del caso, ieri è stato sentito a piazzale Clodio, in qualità di persona informata sui fatti, il presidente biancoceleste Claudio Lotito. Un incontro dal contenuto top secret, durato oltre un’ora e tenuto nella stanza del pm Francesca Passaniti, in cui sarebbero state rivolte numerose domande al patron della Lazio per ricostruire la vicenda e soprattutto capire lo stato emotivo della dirigente a seguito delle molestie.

Le accuse erano state denunciate da quest’ultima nel lontano 24 novembre del 2017, dando il via ad un’inchiesta che, vista l’importanza delle parti, era diventata un caso internazionale di cui se ne occupò il Guardian. Tuttavia i magistrati, con una decisione che aveva fatto discutere, pur trovando riscontro in quanto sostenuto dalla Cortani anche grazie a registrazioni audio e video da lei depositate, avevano chiesto l’archiviazione del procedimento. Secondo loro, la denuncia sarebbe stata segnalata con grave ritardo. Inoltre la vittima, sempre secondo la Procura, in ragione della propria età non poteva essersi sentita intimidita dalle avances di Tavecchio anche perché tra i due esisteva un rapporto di conoscenza, per questioni lavorative, tale da non poterla mettere in uno stato di paura o sottomissione. Esattamente l’opposto di quanto la dirigente aveva raccontato prima nella sua denuncia, poi nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Proprio sulle pagine del quotidiano, la Cortani aveva spiegato di quegli approcci indesiderati che sarebbero avvenuti in più occasioni e all’interno dell’ufficio di Tavecchio. In un caso, secondo la cinquantenne, l’allora capo della Figc avrebbe tentato di toccarla e di baciarla, arrivando a rivolgerle frasi di apprezzamento indesiderate, tra cui: “Ti trovo in forma, si vede che scopi tanto” oppure “Fammi toccare le tette, dai”. Per questo la dirigente aveva raccontato di sentirsi “spaventata perché essere in quella stanza significava essere nel cuore del calcio italiano dove inferiorità e paura non hanno età”. Molestie che Tavecchio, difeso dall’avvocato Vittoria Pisa, aveva e ha sempre negato di aver commesso.

LA CADUTA – L’ex presidente della Figc aveva iniziato il proprio mandato nell’agosto del 2014 anche grazie all’appoggio decisivo di Lotito. La sua carriera al vertice del calcio italiano era stata a lungo scandita da gaffe e frasi shock, con protagonisti stranieri, omosessuali e donne, ma aveva avuto il suo apice quando era riuscito ad ingaggiare Antonio Conte come ct della Nazionale e nella conseguente buona performance agli europei del 2016. Proprio gli azzurri sono stati anche la causa della caduta di Tavecchio che, mancando la qualificazione al mondiale in Russia del 2018, lo costringeva a rassegnare le dimissioni.