C’è accordo sulla Manovra. M5s e Lega trovano la quadra. Palazzo Chigi ha detto sì. Questa sera il voto alla Camera

di Alessandro Righi
Politica
Di Maio Conte Salvini Tria

La decisione era nell’aria e ora è arrivata anche la conferma: come comunicato ieri dal ministro per i Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro, il Governo ha posto la questione di fiducia alla Camera su una legge di bilancio destinata a cambiare profondamente in seconda lettura al Senato. Dal taglio alle pensioni d’oro, all’eco tassa, al saldo e stralcio delle cartelle Equitalia, all’azzeramento graduale del fondo all’editoria. Intanto ieri a Palazzo Chigi in un vertice senza il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, si è discusso delle modifiche che a Palazzo Madama cambieranno il volto (e probabilmente anche i saldi e il deficit come chiesto dall’Ue) della prima Manovra del Governo gialloverde.

“C’è in corso una trattativa con l’Europa per portare a casa la Manovra, non tradire i cittadini, non tradire le promesse e evitare la procedura di infrazione”, ha detto ai giornalisti davanti a Palazzo Chigi il vicepremier Luigi Di Maio. Sul possibile ritocco al deficit attualmente al 2,4%, ha spiegato: “Io non sono affezionato al numero ma pretendo di mantenere le promesse di fronte ai cittadini italiani”. Quindi a febbraio partirà Quota 100 e a marzo il Reddito di cittadinanza, misure per cui, ha sottolineato il leader M5s probabilmente servono meno soldi del previsto. E questo nella trattativa con l’Europa aiuta: “È in corso ma non ho sentito né da una parte né dall’altra un attaccamento ai numeri e alle percentuali. È una questione di Manovra che prova ad abbassare il debito pubblico in maniera sostanziale”.

Tuttavia al vertice di ieri, ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – che ha ribadito che martedì vedrà Juncker – di deficit non si è parlato: “Dobbiamo trovare la quadra con Bruxelles perché tra noi è facile ma è con Bruxelles che è più complicato ma non impossibile. Io sono ottimista. Non mi sarei seduto neppure al tavolo se la prospettiva non fosse possibile”. Le modifiche su cui si è trovato un accordo durante un vertice che però il ministro Fraccaro ha definito “non decisivo” le ha illustrate Di Maio: “Passiamo dal 25% al 40% di tagli sulle pensioni d’oro. Si farà un primo taglio del 25% nel 2019 per i fondi all’editoria, il 50% nel 2020 e il 75% nel 2021 fino a che nel 2022 non ci saranno più fondi per l’editoria”. Ancora irrisolto il nodo sull’ecotassa.

Di Maio assicura che “non vogliamo mettere tasse alle auto ma dare un bonus a chi acquista auto che non inquinano”. E su questo “non c’è uno scontro, io sono d’accordo che può essere migliorata, insieme la miglioreremo al Senato ascoltando gli operatori del settore”. Il tavolo con questi ultimi si terrà lunedì o martedì al ministero. Il leader della Lega, Matteo Salvini, annuncia anche che si sta lavorando “alla pace fiscale tra gli italiani ed Equitalia con un emendamento al Senato”. Ovvero “il saldo e stralcio: c’è già in corso una rottamazione, ma per molti, soprattutto i piccoli che hanno cartelle per 80, 90, 100mila euro, il problema non sono le sanzioni ma il montante che non ha: se gli chiedi una percentuale quello torna a lavorare”.

E poi anche finanziamenti per le metropolitane di Roma e Milano. Insomma una serie di misure rimaste fuori dalla manovra su cui oggi il Governo otterrà la fiducia della Camera. “La Lega – assicura Salvini – lavora per una soluzione di buon senso: dialogo con l’Europa ma senza rinunciare ai nostri impegni a favore degli Italiani”.

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