Acea, c’è il cambio di passo. L’utility capitolina inizia a macinare utili. Nei primi nove mesi il margine è di 215 milioni. Crescono anche gli investimenti

di Sergio Patti
Economia
STEFANO DONNARUMMA

Un cambio di passo era stato promesso e adesso anche i numeri dicono che il cambio di passo c’è stato. I risultati approvati ieri Consiglio di amministrazione dell’Acea, presieduto da Michaela Castelli, vedono alla riga che conta un utile netto al 30 settembre di 215 milioni di euro, in crescita del 41% rispetto ai 153 milioni dei primi nove mesi del 2017. Una crescita di ben 62 milioni di euro a cui va aggiunto un aumento del 12% negli investimenti, pari a 413 milioni, a cui però si affianca un indebitamento pure in questo caso in crescita, da 2,421 a 2,631 miliardi.

Performance talmente sorprendenti da far annunciare all’amministratore delegato Stefano Donnarumma che si lavora già a una review del piano industriale, presentato lo scorso novembre. Una rivisitazione che potrebbe arrivare per inizio primavera, probabilmente ad aprile, con “un aggiornamento significativo e in miglioramento” dei risultati. Uno scenario che ha catalizzato l’attenzione degli analisti durante la conference call sui risultati dei primi 9 mesi, e che Donnarumma ha spiegato con la volontà di non modificare il piano industriale dopo appena un anno, preferendo pronunciarsi solo dopo la chiusura effettiva del bilancio 2018. Quella che ha in mente l’Ad non sarà però una leggera verniciatura dei conti, ma una review con un miglioramento significativo. Obiettivo che potrebbe far leva anche sulle nuove opportunità allo studio nel settore della distribuzione del gas, dove l’utility capitolina è entrata di recente con l’acquisizione del 51% di un piccolo distributore, nella città di Pescara, da cui poi estendere la rete dei servizi. Sul punto, lo stesso Donnarumma ha confermato che ci sono dossier allo studio e altri sui quali si è in trattativa.

VIVACITÀ INDUSTRIALE – Il gruppo conferma dunque una rinnovata vivacità industriale, oltre a un anadamento solido e sostenibile, come d’altra parte messo nero su bianco l’11 ottobre scorso dall’agenzia di rating Moody’s, che ha lasciato l’indice di solidità all’invidiabile livello Baa2, con l’outlook (cioé le previsioni sul futuro) stabili. Acea può pertanto proseguire anche nella mission impressa in particolare dall’azionista Campidoglio, con la revisione della rete idrica, la riduzione delle perdite d’acqua, e il potenziamento dell’illuminazione pubblica nella Capitale. In tal senso, dai conti relativi ai primi nove mesi dell’anno emerge che Acea ha speso 225 milioni nel comparto idrico, 156 milioni nelle infrastrutture energetiche, 9 milioni nel settore commerciale e trading, 13 milioni per l’ambiente. E in cantiere ci sono grandi progetti, tra cui spicca il raddoppio dell’acquedotto Peschiera.

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