Addio alle leggi ad personam. Lo spazzacorrotti riporta la legalità. Parla Forciniti (M5S): “Manterremo anche questa promessa. Con gli alleati escludo nuovi incidenti a Montecitorio”

di Mirella Molinaro
L'intervista

La legge Spazzacorrotti sotto l’albero di Natale. Non ha dubbi Francesco Forciniti, componente M5S della Commissione Affari costituzionali della Camera.

Correzioni su correzioni al ddl anticorruzione, via la norma salva-Lega e torna il peculato. Obiettivo raggiunto?
“Siamo molto soddisfatti. Avevamo preso un impegno chiaro con i cittadini e non avremmo mai accettato all’interno della nostra legge anticorruzione quella norma sul peculato, che avrebbe avuto l’effetto di depotenziare un reato particolarmente odioso. Quindi sì, obiettivo raggiunto. Con il Movimento 5 Stelle al governo la stagione delle leggi ad personam è solo un brutto ricordo”.

Lunedì il ddl torna per la terza lettura alla Camera, dove la norma salva-Lega è passata col voto segreto. Non è che adesso inizieranno le solite tarantelle?
“Questa volta non ci saranno incidenti. Non credo che i colleghi della Lega vogliano prendersi la responsabilità di affossare un testo di legge così importante, che affronta per la prima volta seriamente la piaga della corruzione nel nostro Paese. Perciò sono fiducioso: non ci sarà alcuna ‘tarantella’…”.

Puntate a portare a casa la legge entro Natale. I tempi saranno rispettati?
“In Senato la norma sul peculato è stata già eliminata in commissione e il testo dovrebbe essere approvato dall’Aula in settimana. Noi dovremmo dare il via libera in terza lettura nella settimana fra il 17 e il 23. Manterremo anche questa promessa e gli italiani, oltre il Natale, potranno festeggiare anche l’approvazione della legge Spazzacorrotti”.

Lo “spazzacorrotti” è uno dei vostri cavalli di battaglia. Basterà una legge per risolvere il problema della corruzione in Italia?
“Con questa legge vogliamo riaffermare legalità e meritocrazia. Da una parte interveniamo sulle pene e sanzioni, in modo che chi sbaglia sia fuori a vita dalla Pubblica Amministrazione. Poi potenziamo gli strumenti di indagine attraverso la previsione di agenti infiltrati e intercettazioni anche laddove prima non era possibile. C’è poi la clausola di non punibilità per chi si autodenuncia entro certi limiti, e questo metterà in crisi il patto di omertà che oggi rende difficile far emergere questo tipo di reati. Il risultato è che ci sarà più spazio per cittadini, funzionari ed imprenditori onesti”.

Ma non sarà anche un problema culturale?
“Diffondere la cultura della legalità e della meritocrazia – come dicevo – è fondamentale. Bisogna selezionare bene la classe dirigente. Inoltre, regole certe che puniscono chi sbaglia contribuiranno a cambiare la cultura del nostro Paese e rafforzeranno la nostra affidabilità agli occhi del mondo”.

Tra le misure contenute nel ddl, anche la norma sulla prescrizione di cui si è occupato lei direttamente. Non senza problemi…
“Non esiste altro Paese in cui sia così facile che un processo finisca con una sentenza di prescrizione. Questo diventa un grande incentivo a delinquere, perché c’è la percezione che tanto in un modo o nell’altro si riesce a farla franca. Un sistema che impedisce di punire reati anche quando le responsabilità sono accertate dopo una sentenza e anni di attività giudiziaria lede i diritti dei cittadini e delle persone offese dai reati. Questa misura va nella direzione della certezza del diritto e della certezza della pena, restituendo al sistema giustizia la credibilità che merita”.