Adesso pure Santoro fa il rottamatore. Il docufiction “M” al posto delle zuffe in tv. Ma Saviano e Vauro restano

dalla Redazione
Tv e Media
MICHELE SANTORO STEFANO COLETTA DIRETTORE RAI 3

D’altronde già quattro anni fa Michele Santoro aveva celebrato il funerale dei talk show tuonando senza mezzi termini: “Il pubblico è nauseato”. Così tanto per ribadire il concetto a chi lo avesse dimenticato, ieri,  Santoro ha rincarato la dose: “Ormai siamo al kamasutra dei politici nei talk. C’è quello che chiede di fare l’intervista in piedi, quello che chiede di avere accanto due ospiti precisi, quello che chiede di fare l’intervista alle quattro di pomeriggio”. Non sarà niente di tutto ciò, ha assicurato Santoro, il suo nuovo programma che partirà giovedì, in prima serata, su Raitre.

Quattro puntate per il conduttore che torna sulla terza rete Rai dopo 22 anni con il programma d’attualità che si chiamerà “M”. Che già aveva esordito lo scorso anno su Rai2 con le due puntate monografiche su Hitler. Una trasmissione tra talk e docufiction. Si parte dal caso banche con ospite Giuseppe Bivona, ex banchiere della City londinese, con lunga carriera in Morgan Stanley, Lehman Brothers e Goldman Sachs. Nella seconda puntata si parlerà, invece, di immigrazione, per spostare l’attenzione alla terza uscita su  Roma Capitale. Ultima puntata dedicata all’evasione fiscale con Matteo Renzi, Matteo Salvini e Luigi Di Maio chiamati a illustrare le rispettive ricette in materia. Santoro tornerà, poi, a maggio, con quattro puntate dedicate ad Aldo Moro, quarant’anni dopo la scomparsa.

Entusiasta del gran ritorno di Santoro il direttore di Raitre, Stefano Coletta: “Avevamo bisogno di uno sguardo e di una firma così importante. Abbiamo chiesto di portarci il racconto dell’attualità: volevamo una programmazione di serialità coerente con la tv generalista, non giocare troppo su un evento mensile”.