Affido condiviso, la legge Pillon è da riscrivere. Iniziato l’esame in commissione al Senato. E parte già l’ostruzionismo del Pd

dalla Redazione
Politica

Si prevedono tempi lunghi, in Senato, per l’approvazione delle modifiche al diritto di famiglia contenute nel contestatissimo disegno di legge del leghista, Simone Pillon (e negli altri tre ddl collegati). “Abbiamo chiesto che la questione fosse trattata in Aula e non solo in commissione per ampliare il dibattito e perché in tutti i partiti possano esprimere la propria posizione”, chiarisce Mattia Crucioli (M5S), al termine dei lavori della commissione Giustizia del Senato dove ieri è iniziata la discussione generale sul provvedimento.

Con la decisione di abbandonare la sede redigente (la commissione approva il testo articolo per articolo lasciando all’Aula solo il voto finale sull’intero testo) per quella referente (l’iter ordinario). “Questo comporta che dopo il dibattito in commissione la discussione si riapra in Aula: è il massimo che potevamo ottenere per approfondire questo ddl che per noi ha delle criticità”, conferma Crucioli. Sorpreso dall’atteggiamento del Pd, che ha iscritto a parlare tutti i suoi 52 senatori.

“Sorprende – sottolinea – anche perché non ha voluto depositare un proprio testo come noi auspicavamo”, aggiunge. Di certo il ddl Pillon andrà riscritto. “L’importante sarebbe che la modifica avvenisse in un clima sereno – conclude Crucioli -. Noi del Movimento ci poniamo in una posizione di concretezza, vogliamo sgomberare il campo da tutte le questioni ideologiche e trovare la soluzione migliore”.

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