Aiac, la lobby dei cardiologi che batte per gli appalti Consip: mette mano alle gare e piazza i suoi uomini nelle commissioni di aggiudicazione

di Stefano Sansonetti
Economia

di Stefano Sansonetti

C’è un filo che sembra legare alcuni cardiologi italiani, una delle loro associazioni di riferimento, ossia l’Aiac (Associazione italiana aritmologia e cardiostimolazione), e due tra le più grandi aziende di produzione di apparecchi medici, che da qualche mese a questa parte fanno regolarmente man bassa di appalti Consip. Commesse che, come ha rivelato La Notizia di ieri, vengono assegnate col contributo di commissioni giudicatrici in cui capitano camici bianchi che ricevono consulenze dalle stesse aziende vincitrici. Ma cosa è esattamente l’Aiac? Si tratta di un’associazione che riunisce circa 1.400 medici cardiologi.

IL RUOLO. Il suo rilievo, in questa sorta di filiera, è confermato dalla stessa Consip, che il 27 ottobre del 2016, nell’illustrare la prima maxi gara pubblica per la fornitura di pacemaker, aveva comunicato come l’Aiac fosse stata “di fondamentale importanza nella definizione delle caratteristiche tecniche dei dispositivi oggetto dell’iniziativa”. Ma non finisce qui. L’incisività dell’associazione, se così si può dire, arriva dritta nelle commissione giudicatrici degli appalti Consip. In quello per la fornitura dei pacemaker, 5 lotti da 76 milioni vinti tutti dall’accoppiata Boston Scientific (americana) e Biotronik (tedesca), la commissione era tra gli altri composta dai cardiologi Massimo Zoni Berisso e Giampiero Maglia, rispettivamente tesoriere e vicepresidente dell’Aiac. Maglia, come svelato ieri dal nostro giornale, è un medico che dal 2011 a oggi ha spesso avuto consulenze dalle medesime Boston Scientific, Biotronik e da altre società produttrici di apparecchi. Stessa musica in un altro maxi appalto sanitario della Consip, stavolta per la fornitura di defibrillatori impiantabili: 4 lotti da 90 milioni, anche in questo caso vinti tutti da raggruppamenti in cui spuntano sempre Boston Scientific e Biotronik. Qui, nella commissione giudicatrice, c’erano un ex vicepresidente dell’Aiac, Fabrizio Ammirati, e un consigliere dell’Aiac Calabria, Giovanni Bisignani.

LO SCHEMA. Ricapitolando: l’Aiac aiuta la Consip a predisporre le specifiche tecniche dei bandi di gara, in più “infila” nelle varie commissioni giudicatrici alcuni suoi cardiologi associati. Inutile fa notare, poi, che l’Aiac ha rapporti consolidati con Boston Scientific, Biotronik e altre aziende del settore. Non c’è Congresso nazionale Aiac (vedi quelli del 2016-2017) in cui manchino sponsorizzazioni delle suddette società, sezioni organizzate con il loro supporto e stand pubblicitari. Ma il legami tra l’Aiac e certe aziende passano anche attraverso altre consulenze. In calce a un contributo scientifico del marzo 2014 sul Corriere della sera, in cui era stato sentito come esperto, l’ex presidente dell’Aiac Gian Luca Botto, oggi ancora nel direttivo, ammetteva di aver ricevuto fondi o consulenze, da diverse società del settore, tra cui Boston Scientific e Biotronik. Le stesse società che vincono gli appalti scritti con l’aiuto dell’Aiac e giudicati spesso da cardiologi appartenenti all’Aiac.

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito agli articoli pubblicati dal Suo quotidiano il 29 novembre (“Pacemaker e stent che giro di consulenze dietro le gare Consip”), il 30 novembre (“Cardiologi, la lobby batte forte specie sugli appalti Consip”) e il 1 dicembre (“Pacemaker di Stato appalti Consip nel mirino di Cantone”), Consip respinge fermamente le illazioni in essi contenute circa l’esistenza di possibili conflitti di interesse tra commissari di gara e società partecipanti.

A tal proposito, le seguenti precisazioni e rettifiche:

  1. Nello specifico settore degli approvvigiornamenti sanitari, Consip ha regolamentati rapporti di ricerca e studio con, pressoché, la totalità delle Società scientifiche, ovvero i rappresentanti dei medici, utilizzatori finali dei beni e servizi acquisiti. Alla luce di tali rapporti, con l’obiettivo della migliore acquisizione possibile, Consip coinvolge nel ruolo di commissari di gara rappresentanti qualificati della classe medica. Ciò avviene con un bando pubblico che alimenta un apposito Albo da cui sono sorteggiati, di volta in volta, gli esperti delle singole merceologie sanitarie che parteciperanno alle commissioni di gara.
  2. I commissari di gara esterni alla Consip, individuati attraverso il succitato bando, sottoscrivono una “lettera di incarico” e successivamente – all’inizio dei lavori, quando noti i partecipanti – una “dichiarazione di assenza di conflitti di interessi” (quest’ultima anche i commissari interni), dichiarando in entrambe, tra le altre, di non avere in corso rapporti di dipendenza e/o collaborazione di qualsiasi tipo con alcuno dei partecipanti. Nel caso della guerra in oggetto, tali documentazioni sono state regolarmente rese da tutti i commissari.
  3. Le decisioni della commissione di gara – secondo le regole che Consip si è data – si fondano sul principio del “collegio perfetto”, ovvero che ogni scelta è unanime e condivisa tra tutti i membri di commissione, comportando che non basta la volontà di un singolo a determinare quella di tutto il collegio. A ulteriore tutela, la decisione finale sulla aggiudicazione della gara è presa da un altro organo collegiale, il Consiglio di Amministrazione, nel rispetto del principio della “segregazione funzionale” delle responsabilità.
  4. Le procedure di gara in oggetto portano alla stipula di un “Accordo Quadro”, ovvero un contratto tra Consip e più operatori economici in cuin si definiscono le condizioni della fornitura, rimandando a successivi “appalti specifici” l’approvvigionamento effettivo delle amministrazioni. Queste potranno stipulare appalti con uno, più o tutti gli aggiudicatari, anche diverso dal primo in graduatoria, sulla base del principio della “scelta clinica”, al fine di rispondere alle diverse patologie ed esigenze cliniche dei pazienti. Nella natura giuridica dell’accordo quadro non è, quindi, prevista la certezza dell’acquisto, che è rimessa alla convenienza tecnico-economica della amministrazione acquirente.
  5. Infine, i concorrenti hanno partecipato alle procedure di gara menzionate sempre in forma singola (e non in raggruppamento come riportato).

    Direzione Affari Legali Consip

    Risponde l’autore dell’articolo:

    “La Consip dovrebbe preoccuparsi di inviare precisazioni all’Autorità nazionale Anticorruzione, che ha aperto un fascicolo sulla vicenda segnalata da La Notizia”.

    Stefano Sansonetti