Totocalcio, la schedina compie 70 anni e conserva il suo fascino. Il concorso deve difendersi dalle scommesse. Troppe gare Lega Pro, meglio i primi tempi di Serie A

dalla Redazione
Sport

di Marco Castoro

Alzi la mano chi gioca ancora al Totocalcio. Pochi. Si può fare di più. Anche perché nella giungla dei giochi la classica schedina resta tra le più affidabili, non solo moralmente. Non manda nessuno sul lastrico. Oggi la giocano solo i vecchi nostalgici della schedina ai tempi della lira. Del 13 milionario che di recente è diventato 14. Prima il picchetto clandestino, poi il SuperEnalotto, e per finire le scommesse legalizzate hanno affossato il concorso della Sisal che sta per compiere 70 anni di vita. Anche lo spezzatino delle partite di campionato in giorni diversi gli hanno dato una bella mazzata. Ormai il 13 è diventata la terza vincita più importante della schedina. Superata dal 14 e dal 9 (il filotto delle prime 9 gare). Peggio del 13 è rimasto il solito 12. Nel concorso 94, l’ultimo pagato, il montepremi complessivo è stato di 106mila euro, quello del 9 poco più di 30mila. Ma era infrasettimanale e c’erano le coppe. Quello della domenica precedente poco più: 146mila (54mila per il 9). Briciole rispetto a quanto incassa una ricevitoria di scommesse di qualsiasi gestore. Introiti giornalieri, visto che ormai si gioca tutti i giorni, dalla serie A ai campionati stranieri. Tra un po’ ci faranno scommettere perfino sul torneo delle biglie in Biafra.

LA SCHEDINA
Eppure il fascino del Totocalcio, che ha fatto sognare l’Italia per decenni, conserva ancora qualcosa di romantico. Film, canzoni, sketch, spot pubblicitari ne hanno cantato le gesta e ispirato le trame. Quell’1-X-2 così difficile da incolonnare che poteva cambiarti la vita. Le 8 partite della serie A, le tre di B e le due di C. Con la voce inconfondibile di Roberto Bortoluzzi che dallo studio centrale di Tutto il calcio minuto per minuto aggiornava le partite non collegate. Come le due della C, per le quali la schedina rappresentava una vetrina eccezionale.

LE VINCITE
Il montepremi è pari a circa un terzo del totale delle giocate di ciascun concorso. Perché le altre due quote vanno da sempre al Fisco e al Coni che con le entrate del Totocalcio ci finanzia gran parte delle federazioni sportive. E ora fatica un bel po’, visto il calo delle entrate. Per anni si è vinto con il 13 (tutti i segni azzeccati) e con il 12 (un errore). Poi con l’arrivo del 14 le vincite sono salite a quattro: il 14, il 13, il 12 e il 9. Nell’ultimo concorso pagato non c’è stato nessun 14, i 13 hanno incassato 5mila euro, i 9 poco meno. Mentre il 12 è la vincita che paga meno (appena 240mila euro). Centrare il 14 è difficile. Nelle ultime settimane è stato realizzato solo poche volte. Ha pagato anche 208mila euro. È arduo perché le gare della lega Pro sono sempre numerose. Troppe. Nella schedina di questa domenica ci sono 5 partite di Serie A, una di B e ben 8 dell’ex serie C. Non sarebbe meglio mettere i risultati dei primi tempi della Serie A? Come si fa per le scommesse.