Sardegna, un anno dopo alluvione dimenticata

di Antonio Acerbis

In Liguria, Lombardia e Piemonte si teme ancora il maltempo. Il rischio esondazioni ancora non è totalmente scongiurato. E mentre c’è chi è in allerta per il presente e il futuro, in Sardegna in questi giorni lo sguardo non può che andare al passato. Esattamente un anno fa un’alluvione devastava l’isola italiana, portandosi via ben 18 vite umane. Donne, bambini, anziani, uomini. Ad un anno di distanza molto poco è cambiato. Con paesi ancora abbandonati e scollegati e il rischio di acqua non potabile. Ritardi su ritardi, dunque. Imputabili al fatto che tanti promessi e stanziati, non sono mai arrivati.

RIMBALZI DI COLPE
Già, perché dei 200 milioni promessi dal Governo allora presieduto da Enrico Letta, è arrivata soltanto una piccolissima fetta: 20 milioni nel giro di un anno. E nulla più. Briciole in confronto ai danni calcolati che ammontano addirittura a 650 milioni. A dirlo è stato lo stesso Governatore sardo, Francesco Pigliaru, alla vigilia dell’anniversario. Non che la Regione amministri poi tanto meglio. Una delle province più colpite, Nuoro, è stata infatti completamente abbandonata. Come denunciato pochi giorni fa dal presidente Costantino Tidu, sono mesi che si aspetta la boccata d’ossigeno “regionale” per la ricostruzione ma anche per tutti gli altri servizi: 35 milioni in totale per tutti i vari enti provinciali. Soldi, però, che ancora non vengono consegnati.

LETARGO
Ma non finisce qui. Quando la tragedia è fresca, infatti, in tanti si gettano in dichiarazioni forse avventate. E così non solo le amministrazioni pubbliche, ma anche la Croce Rossa. È il 14 dicembre scorso quando il presidente della Cri annuncia la raccolta di quasi 5 milioni di euro arrivati attraverso l’attivazione di un numero verde. Saranno stati assegnati? Ancora no. Soltanto ieri, infatti, è stato pubblicato il bando per “l’assegnazione dei fondi raccolti dalla Croce Rossa Italiana lo scorso anno”. Insomma, un anno soltanto per indire il bando. Ma ci vorrà ulteriore tempo prima che gli enti locali vedano materializzarsi le donazioni. Dopo 365 giorni, infatti, si è arrivati semplicemente ad una intesa Croce Rossa-Protezione civile-Regione, con quest’ultima incaricata di predisporre il software con la griglia per compilare le domande (possibile entro fine anno). Punto. La domanda, allora, sorge spontanea: quanto tempo ci vorrà ancora affinchè i comuni e le famiglie ricevano i soldi?

FONDI UE NEL CASSETTO
Cambio di fronte e la situazione non cambia. Secondo un ultimo aggiornamento elaborato dall’Eurispes ad agosto scorso, su un totale di 950 milioni del programma 2007-2013, ne sono stati impiegati 622. Mentre altri 350 milioni risultano rimasti nei bunker.

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