Altro che consulenza! Così le multinazionali guidano la sanità, sostituendosi alle Regioni

di Stefano Sansonetti
Economia

Ormai il loro destino è sempre più nelle mani della Kpmg. Semmai viene da chiedersi se, dopo tanti anni passati a rivedere i conti, la multinazionale della consulenza stia effettivamente aiutando le Regioni italiane sottoposte ai piani di rientro dai debiti sanitari. La domanda è tornata d’attualità lo scorso 8 giugno, quando la Consip, la Centrale acquisti del Tesoro, ha assegnato proprio alla Kpmg l’appalto per una maxiconsulenza da 13 milioni. L’oggetto riguarda “risanamento dei conti, riorganizzazione e riqualificazione dei servizi sanitari regionali inerenti”. E le regioni menzionate nelle carte sono Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Sicilia. Ma se si va a spulciare all’interno del capitolato tecnico ci si rende conto di una sorta di potere sostitutivo esercitabile dal super consulente nei confronti delle sei Regioni, alcune ancora commissariate.

DI TUTTO DI PIU’ – L’attività è infatti divisa in tre parti. La prima è definita come “advisory contabile” e comprende “aspetti relativi al miglioramento contabile”. La seconda, ovvero un’ “advisory gestionale”, racchiude “aspetti relativi al controllo della gestione del Piano”. La terza, definita “advisory per la formazione del personale”, è diretta a garantire la “formazione del personale (dirigente e non dirigente) della struttura amministrativa regionale”. Insomma, di tutto di più, per un contratto triennale i cui oneri sono per giunta posti a carico dei bilanci regionali. E’ dal lontano 2011 che Kpmg ha in mano questa lucrosa attività, che però comporta anche un’elevata responsabilità “istituzionale”. La precedente edizione del bando Consip, che nel 2013 valeva 38 milioni di euro, è andata a una raggruppamento con dentro sempre Kpmg, in compagnia di Ernst&Young e PricewaterhouseCoopers. Ancora prima, quando nel 2011 il bando valeva 12,9 milioni, il tutto era stato affidato a un raggruppamento con Kpmg ed Ernst&Young.

SORPRESA – Semmai, stavolta, la novità è che la società vincitrice si è aggiudicata la gara in raggruppamento con l’Università Bocconi. Così come anche le sfidanti avevano provato a concorrere alla commessa in coabitazione con alcuni grandi atenei d’Italia, non privi di legami con questo o quel potere forte: Ernst&Young si era presentata con la Sant’Anna di Pisa, mentre PricewaterhouseCoopers con la confindustriale Luiss. Resta il fatto che negli ultimi 7 anni le Regioni hanno speso decine di milioni di euro per farsi aiutare in un’attività che non sempre sembra aver dato i suoi frutti. Altrimenti non si spiegherebbe perché ancora nel 2018, ossia a 11 anni dai primi piani di rientro regionali decretati nel lontano 2007, gli stessi Governatori italiani sono costretti a mettere mano al portafoglio per remunerare maxi consulenze con assegni salatissimi. Ma forse questo è soltanto un aspetto dei tanti gangli della Pubblica amministrazione del Belpaese in cui Kpmg e compagnia sono stabilmente inserite.

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