Altro che mancetta di Renzi. Col Reddito di cittadinanza inizia una rivoluzione. Paxia (M5S): “Da Confindustria dubbi infondati. L’assegno minimo aiuta il Pil e non scoraggia il lavoro”

di Antonio Pitoni
L'intervista

Il timore della Confindustria che il Reddito di cittadinanza scoraggi la ricerca di un lavoro? “Infondato”, assicura la commissaria M5S in Vigilanza Rai, Laura Paxia.

Mentre Di Maio presenta il sito del Reddito di cittadinanza e la prima card per l’erogazione del sussidio, Confindustria solleva il dubbio che, anziché incentivare l’offerta, finirà per scoraggiare la ricerca di un lavoro. Un timore fondato?
“Intanto non parlerei di sussidio. Questa è una misura rivoluzionaria che sostiene la produttività e fa da volano alla crescita del Pil, non una mancetta alla Renzi. Il timore non è fondato: come fa Confindustria a sostenere che con 780 euro ci si possa sentire ricchi? 780 euro è la cifra individuata dall’Istat come reddito minimo, non è un introito da nababbi. Le cifre d’oro sono altre, come quelle delle pensioni dei sindacalisti e delle indennità dei parlamentari. Infatti le stiamo tagliando”.

L’obiezione è chiara: dal momento che la media dello stipendio per il primo impiego di un giovane è di 830 euro netti al mese, chi percepisce 780 euro al mese di Reddito di cittadinanza non avrà alcun vantaggio a cercare un lavoro…
“Come già detto, i 780 euro sono una cifra dignitosa che costituirà la base per 6 milioni di persone che vogliono rimettersi in gioco e aspirare a un benessere ancora maggiore”.

Le misure varate con la Manovra saranno in parte finanziate con il taglio dei privilegi, a cominciare dalla sforbiciata alle pensioni d’oro. A quando quella delle indennità parlamentari?
“Gli italiani sanno bene che tagliare gli sprechi è una delle nostre priorità. Lo abbiamo dimostrato con i vitalizi alla Camera e al Senato, e adesso anche nelle Regioni. Il 2019 sarà poi un anno storico per la riduzione del numero di parlamentari e delle loro indennità, e per il taglio delle mega pensioni dei sindacalisti. Tutte somme che potranno essere reinvestite per i cittadini”.

Di Maio ha molto insistito sul pool mani di forbice per tagliare gli sprechi nella pubblica amministrazione. Quando lo vedremo in azioni e quali saranno le priorità?
“Il governo è a lavoro per istituire questo pool e presto sarà realtà. C’è bisogno di persone che dedichino il proprio tempo allo studio dei tagli. L’obiettivo è alto, ma sarà raggiunto perché -le assicuro- tra le pieghe delle PA si nasconde un’infinità di sperpero di denaro pubblico che può essere ottimizzato, il che vuol dire tagliare gli sprechi senza però togliere i servizi. Per noi è prioritario in questo momento riuscire ad abbassare le tasse e dare più risorse alle imprese”.

Negli ultimi giorni, i 5 Stelle sono tornati a battere sui maxi-compensi dei conduttori Rai, come Vespa e Fazio. Ma non teme che in questo modo molti possano traslocare nelle Tv private dove i tetti non ci sono? Il gioco vale la candela?
“Quando si parla delle tasche degli italiani il gioco vale sempre la candela. Non si può non discutere dei mega stipendi Rai che vengono pagati dai cittadini. Ci risulta che Fazio percepisca ogni anno 2 milioni e 200 mila euro mentre Vespa 1 milione e 300 mila euro. Sono cifre assurde e ingiustificate. La nostra non è una battaglia contro i singoli conduttori, ma contro lo sperpero del denaro pubblico. Visto che spesso questi personaggi televisivi parlano – giustamente – di solidarietà e giustizia sociale capiranno bene che c’è bisogno di mettere un tetto. Se poi vorranno lasciare la Rai saranno scelte personali di cui certamente ce ne faremo una ragione”.