Anche la Boschi ci ripensa: “Il referendum non è sul Governo”. E se vince il “no” niente addio alla politica (come aveva promesso)

dalla Redazione
Politica

Contrordine compagna Meb. Dopo aver annunciato l’addio alla politica in caso di bocciatura della nuova Costituzione referendum, la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi ha annunciato una nuova linea. Niente cambio di mestiere. Come, del resto, ha già dichiarato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Noi non cerchiamo nel referendum la nostra legittimazione. I cittadini valuteranno il governo nel 2018 quando saranno chiamati a votare”, ha detto Boschi davanti alla platea di Confindustria. “La nostra Costituzione prevede che sia il Parlamento a dare la fiducia al Governo”, ha aggiunto. “È anche vero che noi non cerchiamo nel referendum una legittimazione, che il governo ha tutti i giorni nelle politiche che mette in campo. E che i cittadini valuteranno nel 2018”, ha aggiunto la ministra.

In caso di sconfitta, quindi, la decisione spetterebbe al presidente della Repubblica, Sergio MattarellaSe vince il No vedremo gli scenari che si apriranno. Ma andr tutto nelle mani del presidente della Repubblica. Sara’ lui a gestire i passaggi successivi, ma sono convinta che vinca il Si”. La Boschi ha fatto anche professione di ottimismo: “Non abbiamo un piano B pensiamo solo al piano A perchè deve vincere il sì nell’interesse del Paese. E nel frattempo c’è la legge di bilancio con misure molto importanti”. Insomma, in caso di sconfitta è già chiaro il quadro: reincarico a Renzi con un nuovo esecutivo.

Commenti

  1. honhil

    Renzi si va a confrontare con un Obama che oramai non ha più niente da dire né all’Europa, né all’America stessa, né al resto del mondo. E allora perché c’è stato questo incontro? Una passerella e niente più. E su questo red carpet, Obama cercava di catturare, per Hillary, i voti degli italoamericani e Renzi il sì degli indecisi per il referendum prossimo venturo, che, in un modo o nell’altro, sarà uno spartiacque nel modo di fare politica nello Stivale. Il resto era riempitivo. E il richiamo agli immigrati fumo negli occhi. Al di là e al di qua di quello che papa Francesco e Obama dicono sull’argomento, in Italia, e solo in Italia, visto che il resto dell’Europa si è bene organizzata per curare al meglio i propri interessi, si sta vivendo il dramma di un’invasione chiamata accoglienza. E ad ogni giorno che passa, senza prenderne consapevolezza, il solco tra il popolo italiano e le cosiddette Istituzioni si fa sempre più ampio. E la Stampa sta a guardare. Ma se viene la piena, nessun palazzo sarà al sicuro.

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