Anche la salute si paga a rate. Boom di prestiti per curarsi. Lo scorso anno erogato più di 400 milioni

di Francesco Giugni
Cronaca

Ormai persino la salute si paga a rate. La spese mediche costano troppo, i soldi sono pochi e accedere ai servizi della Sanità pubblica è un percorso ad ostacoli tra liste d’attesa infinite e ospedali che non hanno più posti neppure nei pronto soccorsi, persino nei reparti di oncologia. E così gli italiani non hanno scelta, chi vuole curarsi e non ha liquidità sufficiente oppure non può aspettare tempi biblici per un esame è costretto a indebitarsi. Tanto che i prestiti erogati per questa voce solo nell’ultimo anno si aggirano intorno ai quattrocento milioni di euro. E i numeri sono destinati a salire sempre di più. In pratica la sanità da diritto è diventata un lusso. Il focus arriva da un’indagine di Facile.it e Prestiti.it su un campione di 50mila richieste presentate attraverso i siti da gennaio a dicembre del 2017, evidenziando come i dati vadano in qualche modo a completare il quadro tracciato da quelli che, per il 2016, stimavano in un numero compreso fra i 3,9 (Fonte Istat) ed i 12 milioni (Fonte Censis) gli italiani che avevano rinunciato o rimandato spese mediche, specialistiche o prestazioni sanitarie di vario tipo. Per i finanziamenti c’è solo l’imbarazzo della scelta: si va su internet e alla voce “prestiti per spese mediche” e si scopre un modo di offerte da banche o da finanziarie. Ma i prestiti vengono proposti anche dagli istituti bancari agli sportelli, dall’Inps per i pensionati, nonché da strutture sanitarie private. La richiesta media presentata nel corso dei dodici mesi, si legge nell’analisi, è stata di quasi settemila euro, da restituire nell’arco di quasi 4 anni e mezzo, cioè in 53 rate.  Ma di soluzioni per pagare ce ne sono per ogni tasca.

Bilancio familiare – Più di una domanda su quattro arriva dalla fascia medio bassa di età, quella intorno ai 40 anni, seguiti dai cinquantenni e solo in ultima battuta dai pensionati. Mentre l’identikit di chiede il prestito nella metà dei casi è donna ed è dipendente privato a tempo indeterminato e guadagnoa circa   1,500 euro al mese. Questa figura, però, si può capire meglio se si considera che, tra le spese sanitarie sostenute ci sono, impianti di ortodonzia e occhiali da vista, per sé e soprattutto per i figli, ma anche operazioni di chirurgia estetica e trattamenti di bellezza che spesso hanno un impatto economico importante. “La richiesta di prestiti, ha dichiarato Andrea Bordigone, responsabile business unit di Facile.it., in alcuni casi è una soluzione efficace per non dover rinunciare completamente ad adeguate cure assistenziali, mentre in altri è una scelta fatta per far pesare il meno possibile sul bilancio familiare i costi legati a interventi non sempre necessari come quelli estetici”. Insomma, non c’è da meravigliarsi se gli italiani si indebitano per curarsi, visto che nella sanità pubblica non si fa altro che tagliare, che se i soldi non vegono tolti alle strutture pubbliche è anche vero che non vengono erogati. Mentre le famiglie chiedono che il Servizio sanitario sia di sostegno ai loro redditi, che faciliti loro la vita, invece che complicarla.

Commenti

  1. honhil

    Un paradosso tutto italiano. Chi paga le tasse è scacciato fuori dagli ospedali (perché questo di fatto avviene, se per fare una semplice ecografia devono passare mesi e mesi), per gli extracomunitari e i loro congiunti invece tutto e subito.

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