Anticorruzione ad alta tensione. Di Maio tiene il punto: mai più un’altra Viareggio. Conte prova a mediare. Ma per Salvini i processi non possono essere infiniti

di Antonio Pitoni
Politica

Alla fine prova a metterci una toppa l’avvocato del popolo, Giuseppe Conte. “Essendo nel contratto di Governo, manterremo il punto. Il tema è sacrosanto, perché il nostro processo penale attraverso la prescrizione ha conosciuto e conosce la denegata giustizia”, chiarisce da Algeri il presidente del Consiglio. Anche perché, aggiunge, “di questo istituto si è fatto un grande abuso”. Ma sarà necessario un nuovo vertice tra il premier, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e i leader della coalizione, Luigi Di Maio e Matteo Salvini per dirimere il nodo sulla riforma che i Cinque Stelle sono decisi a portare a casa nonostante l’avversione della Lega.

POSIZIONI DISTANTI – Sul tavolo c’è la norma inserita con un emendamento M5S al ddl Anticorruzione all’esame delle commissioni di Montecitorio che blocca la prescrizione dopo il giudizio di primo grado. “Cosa che si fa in tre righe, dicendo da quando si ferma, cioè da quando è sicuro che una persona arriverà al terzo grado di giudizio”, incalza Di Maio. “Quindi un colletto bianco non la farà più franca per reati finanziari, di corruzione o i soliti furbetti”, aggiunge citando pure i “troppi casi di ingiustizie in Italia”, dovuti proprio alla prescrizione, come “la strage di Viareggio”. Ma in serata arriva lo stop di Salvini: “Riforma della giustizia, e anche della prescrizione, sono nel contratto di Governo e diventeranno realtà: mettere in galera mafiosi e corrotti è una priorità della Lega – assicura il ministro dell’Interno -. L’importante è farle bene queste riforme, evitando che i processi durino all’infinito anche per gli innocenti, altrimenti è una sconfitta per tutti”. Insomma, le posizioni restano distanti. La Lega spinge per uno stralcio della norma sulla prescrizione da destinare ad un provvedimento ad hoc. Ma i Cinque Stelle non mollano e puntano a portare a casa il risultato nel ddl Anticorruzione. Toccherà ancora una volta a Conte cercare una mediazione.

CONFRONTO IN SALITA – Intanto, alla Camera, prosegue l’iter, taccidentato del provvedimento. Con i relatori del provvedimento, Francesca Businarolo e Francesco Forciniti, entrambi M5S, che dopo aver ritirato l’emendamento sulla prescrizione ne ripresentano uno identico ma con un titolo diverso per evitare il rischio di una declaratoria di inammissibilità per estraneità della materia. Aggiungendo, peraltro, altre quattro proposte di modifica tra le quali anche una relativa all’agente provocatore. In serata la controproposta della Lega: eliminare l’udienza preliminare per alcuni reati per ridurre costi e tempi; allungare i tempi della prescrizione per altri reati per avere la certezza che i processi non vengano cancellati.