Assange vede la luce. La Svezia ritira le accuse di stupro. Può lasciare l’ambasciata dell’Ecuador dove vive da 4 anni

di Francesco Carta
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Archiviata l’inchiesta nei confronti di Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks, accusato di stupro, per sfuggire all’estradizione vive da quattro anni nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Il capo della Procura, Marianne Ny, ha annunciato la chiusura di un’indagine durata sette anni per l’impossibilità di procedere in sua assenza. Era necessario notificare formalmente le accuse ad Assange. La resa della procura svedese è arrivata anche perché convinti dell’impossibilità di poter ricevere anche qualsiasi aiuto dall’Ecuador in questo senso. Il capo della procura ha spiegato, inoltre, che non ci sono più i margini per fare ulteriori approfondimenti dell’inchiesta e che “non appare proporzionato mantenere un mandato di cattura in sua assenza”. Questa decisione è arrivata poco prima di quella che dovrà prendere il tribunale relativamente al mandato di cattura internazionale che, all’epoca, emise la Svezia.

Una vittoria per Assange che però mastica ancora amaro ed è pronto a dare ancora battaglia: “Sono stato detenuto per 7 anni senza un’accusa mentre i mie figli crescevano e il mio nome veniva diffamato. Non perdono né dimentico”, ha scritto immediatamente dopo la decisione su Twitter. Assange ha postato anche una foto in compagnia del suo avvocato. Quest’ultimo ha spiegato che il fondatore di Wikileaks potrà lasciare l’ambasciata quando vuole. Non subito a quanto pare. Delusione e perplessità per un periodo così lungo di indagini. Assange, infatti, è dal 2012 nell’ambasciata ecuadoregna.

Di tutt’altro umore la donna accusatrice di Assange che ha fatto trasparire, attraverso il suo legale, la totale delusione per quanto accaduto. “Uno scandalo che un presunto stupratore possa sfuggire alla giustizia”, ha affermato l’avvocato, Elisabeth Fritz, “La mia cliente è scioccata, nessuna decisione della magistratura può cambiare il fatto che Assange sia responsabile di stupro”.

Secondo la Bbc, però, il caso sarebbe tutt’altro che chiuso. La televisione ha reso nota la posizione della polizia britannica che si “dice obbligata a rispettare il mandato di cattura emesso dalla Westminster Magistrates’ Court”, aggiungendo inoltre che “Assange potrebbe essere estradato negli Usa”.  Come si legge in un comunicato di Scotland Tard a carico del fondatore di Wikileaks ora rimangono accuse molto meno gravi: “Il tribunale di Westminster emise un mandato di cattura per Julian Assange dopo che questi si rifiutò di presentarsi il 29 giugno del 2012 alla Corte”, ha spiegato la polizia, “che avrebbe dovuto decidere se estradarlo alla Svezia. Caduta l’inchiesta svedese per stupro, rimangono in piedi accuse molto meno gravi e che richiedono una risposta proporzionata da parte della stessa polizia” Detto questo da Wikileaks vorrebbero sapere con certezza se Assange può lasciare o meno l’ambasciata. Temendo un’imboscata dietro questa bagarre, per ora Assange resterà nell’ambasciata.