Avanti con le riforme. Anche sulle trivelle si troverà un accordo. Parla la deputata M5S, Tripodi: “Ora giù gli stipendi ai parlamentari”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Si troverà la giusta sintesi anche stavolta”. Non ha dubbi la deputata del Movimento Cinque Stelle, Elisa Tripodi, componente della commissione Affari costituzionali della Camera, riferendosi all’emendamento blocca-trivelle, targato M5S e osteggiato dalla Lega, che sta bloccando l’esame del dl semplificazioni al Senato.

Intanto arriva in Aula la riforma costituzionale del referendum propositivo: accordo con la Lega sul quorum al 25%, ma ancora qualche perplessità del M5S sul giudizio preventivo di ammissibilità della Consulta. Ci sono margini per modificare il testo?
“La nostra proposta parla chiaro: superata la soglia di duecentomila firme, la Corte Costituzionale opererebbe già un primo vaglio del quesito referendario, bloccando sul nascere eventuali proposte in contrasto con i principi e diritti fondamentali stabiliti dal dettato costituzionale. In questo modo otteniamo anche un altro risultato: rendere il meccanismo molto più fluido ed efficiente”.

In commissione è iniziato il voto sugli emendamenti alla riforma della legittima difesa targata Lega. Dopo le critiche dell’Anm, approverete il testo così com’è o state valutando possibili correttivi?
“Le posso già dire che il testo che arriverà in Aula è uguale a quello approvato già al Senato e che nessuna delle forze di maggioranza ha presentato emendamenti”.

Al Senato, però, è slittato l’esame del dl semplificazioni con dentro l’emendamento blocca-trivelle del Mise osteggiato dalla Lega. Come pensate di uscire dallo stallo viste le posizioni opposte sul tavolo?
“Si troverà la giusta sintesi anche stavolta. Abbiamo la massima fiducia nei colleghi del Senato: sapranno mettere in atto nel migliore dei modi le posizioni del Movimento. Se passerà l’emendamento l’Italia avrà finalmente un Piano delle aree che preserverà sempre più ambiti territoriali dalle trivellazioni, sia in mare che in terra”.

Tornando alle riforme, Di Maio e Di Battista hanno annunciato nei giorni scorsi una proposta per il taglio degli stipendi dei parlamentari. Recupererete la proposta Lombardi della passata legislatura che prevedeva il dimezzamento delle indennità o avete in mente altre soluzioni?
“Ci saranno sicuramente delle novità che consentiranno di attualizzare la nostra proposta, ma l’impianto dei valori e degli obiettivi rimane quello. Così come la voglia di fermare gli sprechi, come abbiamo già fatto con i vitalizi e le pensioni d’oro”.

Che tempi prevedete per l’approvazione di questo provvedimento taglia-costi della politica?
“È vergognoso che l’indennità dei parlamentari italiani sia quella più alta in tutto il mondo; che deputati e senatori guadagnino il 60% di euro in più rispetto alla media europea. Tra stipendio, diaria, rimborso spese di soggiorno, budget per lo staff, rimborso per telefonate e spese informatiche, un membro del Parlamento italiano può portare a casa anche 16 mila euro al mese. Tutto questo è anacronistico e deve finire: ecco da dove nasce la nostra proposta. Quanto ai tempi, intanto ci stiamo concentrando su un’altra grande riforma: quella che introduce il referendum propositivo, subito dopo potremo dedicarci al taglio degli stipendi con l’attenzione che merita”.

A Napoli siamo all’ottava bomba in venti giorni. La Camorra sta alzando il tiro, ma perché questa escalation proprio in questo momento?
“Saranno gli inquirenti a ricostruire cause ed effetti di quanto sta accadendo nell’ultimo mese in Campania, e nello specifico tra Afragola e Napoli. Quello di cui si deve occupare la politica è fare il massimo sforzo per stare vicina – non con le parole, ma con la presenza e i fatti – a quanti subiscono le prevaricazioni della criminalità. L’intervento del presidente Morra, del sottosegretario Sibilia e di tutti gli esponenti del MoVimento che si sono recati sui luoghi va proprio in questo senso”.