Banche, Mattarella denuncia ma poi salva Visco. Il capo dello Stato si accorge del crac. Nessuna citazione del caso Etruria

Banche, crisi economica, riforme, immigrazione. È stato un intervento dallo spettro ampio, quello che Sergio Mattarella ha tenuto al Quirinale in occasione dello scambio di auguri di fine anno con i rappresentanti delle istituzioni. In uno dei passaggi, il Presidente della Repubblica ha affrontato il tema del risparmio e della solidità del sistema bancario italiano. Per carità, nessun riferimento esplicito al caso di Banca Etruria o al governatore della Banca d’Italia che venerdì è andato al Quirinale per offrire le sue dimissioni. Dimissioni ovviamente respinte. Eppure nel suo discorso Mattarella ha parlato di “gravi e recenti episodi relativi ad alcune banche locali che hanno suscitato comprensibile preoccupazione, sui quali si stanno approntando interventi di possibile sostegno, valutando caso per caso, al fine di tutelare quanti sono stati indotti ad assumere rischi di cui non erano consapevoli”. “Occorre un accertamento rigoroso e attento delle responsabilità. Sono di importanza primaria la trasparenza, la correttezza e l’etica“, ha detto Mattarella, tenendo conto che il sistema creditizio italiano si è dimostrato “più solido di altri”. Poi Mattarella ha parlato di corruzione (“La battaglia per l’affermazione piena della legalità e contro la corruzione va condotta senza esitazioni”) e della necessità di chiudere le riforme “entro la legislatura”. Infine, spazio ai migranti: “è un’illusione pensare di proteggersi con muri e fili spinato – ha attaccato – è un errore storico ritardare la necessaria azione comunitaria in tema di accoglienza”.

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