Bloody Money, dai rifiuti ai migranti. Fanpage conferma i business oscuri dell’accoglienza

dalla Redazione
Cronaca

Dopo aver incontrato faccendieri, uomini d’affari e politici da un angolo all’altro d’Italia, dalla Campania al Veneto passando per l’Emilia-Romagna, l’ultimo capitolo di Bloody Money, l’inchiesta di Fanpage che tanto ha sconvolto il mondo politico e non solo, si è chiuso col business dei migranti.

Nunzio Perrella, l’ex boss di camorra infiltrato per il giornale diretto da Francesco Piccinini, viene presentato a Stefano Fuso, un imprenditore del Nord che si occupa di rilevare aziende in crisi, rimetterle in sesto e poi rivenderle al migliore offerente. Fuso dimostra come tra i business su cui punta la criminalità organizzata non ci sia più solo la “monnezza”, ma anche nuovi settori, come l’accoglienza dei profughi. Fuso racconta di provenire da ambienti della massoneria, di essere intimo conoscente di Paolo Lai, assistente di Flavio Carboni, faccendiere legato alla P2, definito addirittura “l’anello di raccordo tra la banda della Magliana, la mafia e P2”, e di avere contatti all’interno di Gladio. E ora Fuso racconta a Perrella di aver messo gli occhi su un business ancora più remunerativo della monnezza, i profughi: “Io sui migranti in Italia sono l’unico che ha vinto tutto. Ho preso degli immobili e ci ho messo dentro i profughi”. Ora vedremo se ci saranno ripercussioni giudiziarie.