Bruciata un’auto rubata di fronte l’ingresso della casa famiglia del capitano Ultimo a Roma. All’ufficiale dell’Arma che catturò Riina è stata revocata la scorta a settembre

dalla Redazione
Cronaca
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Un’auto, risultata rubata, è stata incendiata, intorno alla mezzanotte di ieri, all’esterno della casa famiglia “Capitano Ultimo”, in via della Tenuta della Mistica, alla periferia orientale della Capitale. A dare l’allarme ai Vigili del fuoco sono stati alcuni ospiti della struttura di accoglienza creata dal colonnello Sergio De Caprio, l’ufficiale dell’Arma dei carabinieri, noto come il Capitano Ultimo, che nel 1993 arrestò il boss Totò Riina.

L’auto, un’Audi, è stata incendiata proprio di fronte al cancello della casa famiglia dove al momento sono ospitati nove minorenni, in condizioni di marginalità o in detenzione, e il personale che li assiste, oltre a una falconeria che ospita molti rapaci. Al Capitano Ultimo, attualmente in servizio al comando Carabinieri forestali, dopo essere stato al Ros, al Noe e ai Servizi, il 3 settembre scorso è stata revocata la scorta per “mancanza di segnali di concreto pericolo”.

Se si tratta di un avvertimento, ha detto lo stesso ufficiale all’Ansa, “lo valuteranno il prefetto di Roma Paola Basilone e gli esperti dell’Ucis che sanno leggere molto bene i segnali concreti di pericolo”. “Noi, invece, – ha aggiunto il colonnello De Caprio – leggiamo chiaramente in quello che è successo un segnale di assenza di sicurezza per i cittadini”.