Cambi di casacca, ecco i recordman del Parlamento. Ultimo caso Formisano, ma Compagna ha già cambiato 6 gruppi

di Giorgio Velardi
Politica

A Montecitorio i suoi (ormai ex) colleghi di gruppo l’hanno ribattezzato “la meteora”. Come altro definire, del resto, Aniello Formisano detto Nello? Nemmeno Wikipedia, pensate, è riuscita a stargli dietro. Già, perché il deputato di Torre del Greco, eletto 4 anni fa tra le file di Centro Democratico, è riuscito nella titanica impresa di passare – nell’arco di appena 19 giorni – da Civici e Innovatori ad Articolo 1 – Movimento democratico e progressista. Così, senza colpo ferire. “Da giovane ero comunista”, ha spiegato al Corriere: “Non sono un fuoriuscito, sono un rientrato…”. Proprio così ha detto. Ma non sarà che per lei Mdp è un taxi, caro onorevole Formisano? “Non scherziamo”, si è inalberato l’interessato: “Se facciamo riferimento all’impostazione ulivista i partiti sono un mezzo per affermare i valori”. Sarà. Certo è che quello di Formisano non è un caso isolato. Anzi. Dall’inizio della legislatura (marzo 2013) ad oggi, stando ai dati pubblicati da Openpolis, ci sono stati la bellezza di 447 cambi di casacca con 373 parlamentari coinvolti: il 39,26% del totale. In media, ha calcolato l’associazione, ogni 30 giorni 9 eletti decidono di traslocare da un gruppo all’altro. Cifre monstre, se si considera che nella passata legislatura (2008/2013) i passaggi furono in tutto 261 e coinvolsero 180 fra deputati e senatori. La rottura interna al Pd, ufficializzata non più tardi di 48 ore fa, comunque, è solo la punta dell’iceberg.

Andirivieni – Di scuse se ne possono trovare quante se ne vogliono, comprese quelle tirate in ballo da alcuni: la legge elettorale con le liste bloccate, alias il famigerato Porcellum, e (addirittura) la fine delle ideologie. Molto più semplicemente, spesso dietro alla decisione di fare le valige e cambiare “casa” si cela un mero calcolo politico. Qualcuno, poi, c’ha proprio preso gusto. Sempre nella pattuglia degli scissionisti dem, per dire, è finito Adriano Zaccagnini. Candidato ed eletto alle ultime politiche con il Movimento 5 Stelle, il deputato romano ha abbandonato i grillini 4 mesi dopo l’ingresso in Parlamento passando nel Gruppo Misto. A ottobre 2014, Zaccagnini ha deciso di sposare il progetto di Sinistra italiana ma, finita la luna di miele, a settembre 2016 è tornato nel Misto. Prima dell’ultimo cambio di gruppo, in Mdp appunto. Che dire poi di Paola Pinna? La deputata sarda è riuscita in un’altra grande impresa: spostarsi dai 5 Stelle al Pd, suo attuale partito, passando per il Misto e Scelta civica. Pinna e Zaccagnini sono comunque in ottima compagnia.

Liberi tutti – Degna di nota è anche la parabola di Fucsia Nissoli. Entrata alla Camera pure lei con Scelta civica, la deputata di Treviglio è passata per il Misto prima di rientrare nel partito fondato da Monti e infine aderire (a dicembre 2013) a Democrazia Solidale-Centro Democratico. Anche Giuseppe Ruvolo e Riccardo Conti, in questa legislatura, hanno cambiato 3 volte casacca. Il primo, eletto con il Popolo della Libertà, è passato per Grandi Autonomie e Libertà (Gal) e Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (i verdiniani): oggi indossa la maglia dell’Udc. Percorso simile è quello fatto da Conti, che prima di aderire pure lui all’Udc (partito col quale era stato eletto in Parlamento nel 2006) ha transitato in Forza Italia, Misto e Ala. E Salvatore Margiotta? Potevamo dimenticarci di lui? No che non potevamo. Seguiteci: il senatore potentino è rimasto nel Pd dal 19 marzo 2013 al 10 dicembre 2014, poi è passato al Misto fino al 20 gennaio 2016, infine è andato in Area popolare e dal 1° marzo 2016 – incredibile ma vero – è rientrato nei dem.

L’inarrivabile – Il primatista dei cambi di casacca nell’attuale legislatura è senza ombra di dubbio Luigi Compagna. Che di spostamenti da un gruppo all’altro, fate attenzione, ne ha fatti ben 6. Una lunga carriera politica alle spalle iniziata negli Anni ’90 con il Partito Repubblicano, in 4 anni Compagna è entrato e uscito due volte da Gal e Area Popolare fermandosi per un po’ nel Misto fino ad accasarsi tra i Conservatori e Riformisti. Tre passaggi di gruppo li hanno fatti anche Sandro Bondi e Manuela Repetti. Insieme, come nella vita. Da Forza Italia, la coppia di ex fedelissimi di Berlusconi è passata ai “nemici” verdiniani prima di congedarsi dopo soli 6 mesi e andare al Misto. Alla prossima puntata.

Tw: @GiorgioVelardi

  • Salvatore Naldi

    Gruppo misto, ma cosa e’ ” LA MANGIATOIA DEI FALLITI IN ATTESA DELLA PENSIONE???