Meglio malato che testimone: Pell tace sui preti pedofili. Il cardinale non va a testimoniare a Canberra

di Salvatore Lontrano
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di Salvatore Lontrano

La salute non gli permette di andare a testimoniare in Australia, ma due settimane prima di mandare un certificato medico giustificando così il mancato viaggio in Oceania per testimoniare davanti alla Commissione del governo australiano sugli abusi dei preti pedofili, ha fatto un giro dei campi di battaglia della Somme, teatro di violenti scontri nel corso della Grande Guerra. Parliamo del cardinale George Pell, australiano classe 1941 alla guida della Segreteria per l’Economia, ossia il “ministero delle Finanze” vaticane, che dovrebbe testimoniare a febbraio 2016 – dopo un nuovo rinvio – innanzi alla Commissione del governo di Canberra in quel di Ballarat, diocesi dov’è diventato sacerdote ed ha vissuto a lungo, luogo in cui tanti minori sono stati abusati fisicamente e sessualmente in una serie di scuole guidate da sacerdoti cattolici.

PECUNIA NON OLET – Uno degli argomenti più delicati su cui Pell potrebbe essere chiamato a testimoniare è se abbia saputo o meno degli abusi sessuali commessi da un prete, tal Gerald Ridsdale, nel corso degli anni ‘70 e ‘80. Padre Ridsdale ha anche violentato suo nipote, David, il quale nel ‘93 avrebbe denunciato i fatti a Pell nel corso di una telefonata al termine della quale – accusa l’uomo – Pell gli avrebbe chiesto quanto denaro sarebbe costato il suo silenzio. Il cardinale ha sempre smentito in ogni sede il contenuto di tale telefonata, adducendo peraltro la testimonianza del suo ex coinquilino, padre John Walshe. Lo stesso Walshe, però, quando ha parlato della telefonata tra Ridsdale e Pell è stato accusato da uno dei membri della commissione inquirente, Angus Stewart, di aver mentito: “per salvare il suo buon amico, il cardinale Pell”. Walshe, a sua volta, ha negato vigorosamente di aver provato a rendere falsa testimonianza alla Commissione.

VITTIMA CONTRO CARNEFICE – In compenso, poco dopo tali dichiarazioni, è emerso che lo stesso Walshe è stato accusato anni fa di aver abusato di un seminarista diciottenne nel 1982 dopo una bevuta insieme. Anche qui Walshe nega tutto, ma è emerso che nel 2012 la vittima, John Roach, abbia ricevuto le scuse e 75.000 dollari  in riparazione degli abusi subiti proprio da Walshe nell’ambito del “Melbourne Response”, il programma dell’Arcidiocesi di Melbourne rivolto alle vittime di abusi sessuali da parte di religiosi. Il quotidiano australiano ABC ha pubblicato, infatti, sul suo sito web una dichiarazione scritta del 22 dicembre scorso nella quale Walshe afferma di aver avuto una relazione sessuale consensuale con un altro adulto, contraria al suo credo religioso, ma che in nessun caso abbia costituito alcuna forma d’abuso. L’avvocato però che ha indagato per conto dell’Arcidiocesi di Melbourne ha stabilito che Roach è stato oggetto d’abusi sessuali. “Può negarlo fino a quando l’inferno si ghiaccerà, ma la Chiesa mi ha dato ragione”, è stato il commento di Roach.