Il caso della studentessa nordcoreana scomparsa a Roma. Parla la vicepresidente della Camera Spadoni (M5S): “Il rapimento è un fatto gravissimo. Il Governo si è attivato per avere maggiori dettagli”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

“La trasparenza prima di tutto”. Per la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni, è necessario che si faccia chiarezza quanto prima sul drammatico caso del rapimento della figlia di Jo Song-gil, il diplomatico nordcoreano dissidente, capo ad interim dell’Ambasciata di Roma, sparito anche lui nel nulla a novembre.

Che idea si è fatta sulla vicenda, nonostante le poche informazioni a disposizioni?
“L’idea che mi sono fatta è la stessa idea che chiunque si può fare leggendo un giornale. La situazione è assolutamente grave dal mio punto di vista”.

Grave e preoccupante…
“Se una minorenne, figlia dell’ambasciatore, è stata prelevata dal suolo italiano per essere portata in Corea del Nord, è di una gravità assoluta considerato peraltro la posizione di suo padre. È essenziale fare rapidamente piena luce sulla vicenda, non sarebbe in alcun modo tollerabile che soggetti di un Paese straniero operino in modo indisturbato in territorio italiano. Il Governo deve riferire urgentemente appena disporrà di informazioni più chiare sulla vicenda”.

Chi è chiamato a risponderne? Dal Pd alcuni hanno chiesto conto al ministro Moavero…
“È bene fare chiarezza sul punto: a riferire in Aula dovrà essere il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Gli stranieri sul suolo italiano sono di competenza del Viminale; sono gli italiani all’estero che, invece, sono di competenza del ministero degli Esteri”.

La vicenda non le ricorda il caso di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Muktar Ablyazov?
“Per le notizie che abbiamo al momento, la situazione della Shalabayeva era leggermente diversa. In quel caso ci fu un’irruzione in una villa di Roma e vennero prelevate la moglie di Ablyazov e la figlia di sei anni per iniziativa dell’ambasciata kazaka. Dovevano arrestare il ricercato internazionale Ablyazov e presero la moglie e la figlia. Ci sono state conseguenze e indagini che hanno mostrato come anche membri della polizia italiana avessero preso parte alla vicenda. Ma anche su quella vicenda il Movimento 5 Stelle chiese a gran voce che il Governo venisse in Aula a riferire e alla fine l’allora ministro dell’Interno, Angelino Alfano, fu costretto a renderne conto. Ma ripeto: la situazione, da quello che leggo sui giornali e da quello che sappiamo finora, è diversa”.

Insomma, parliamo di un obbligo di trasparenza a carico del Governo?
“Bisogna fare urgentemente chiarezza su come la giovane sia stata rapita e portata via. È prerogativa del Parlamento, su fatti gravi avvenuti in Italia, chiedere al Governo di venire a riferire: la questione riguarda la sicurezza del Paese. Come successe nel 2013 col caso Shalabayeva, la richiesta è esattamente la stessa”.