Cassa depositi e amichetti. Così vincono solo le cordate. Il capo relazioni esterne ha un’azienda privata. Tra i suoi clienti Saipem, partecipata dalla stessa Cdp

di Stefano Sansonetti
Economia

Per carità, il curriculum dei soggetti in questione sarà pure di livello e indice di preparazione. Il fatto è che, come in una sorta di pista cifrata, i profili sembrano legati dalla solita linea “filosofica” italiana degli amici degli amici. Terminale del percorso, in un modo o nell’altro, è la Cassa depositi e prestiti. Ma per arrivare al colosso di Stato, guidato dal presidente Claudio Costamagna e dall’Ad Fabio Gallia, bisogna partire da Saipem. Parliamo della società di ingegneria petrolifera in cui di recente la Cdp è entrata con un quota del 12,5% attraverso il Fondo strategico, che l’ha rilevata dall’Eni. Un 30% della società è rimasta in mano al Cane a sei zampe, del quale però il primo azionista è proprio la Cdp (col 25,7%). Insomma, la Cassa depositi ha una presa innegabile su Saipem. Si dà il caso che in agosto la stessa Saipem abbia annunciato la nomina di Gaetano Colucci come senior vice president relazioni istituzionali e comunicazione. Colucci, lobbista di lungo corso, era già stato responsabile dei rapporti istituzionali dell’Eni e di tante altre realtà come Snam e Sintonia.

IL DETTAGLIO – In calce al comunicato che annunciava la sua nomina è riportato il nome di iCorporate, società di comunicazione che ha tra i suoi clienti proprio Saipem, come si può verificare dal sito internet. E qui si può fare un secondo passaggio che porta in Cdp. Già amministratore, ma tutt’ora azionista di maggioranza di iCorporate col 60%, è Gabriele Lucentini, che dal gennaio del 2016 è diventato responsabile delle relazioni esterne e della comunicazione di Cassa Depositi. Se ne ricava quindi che Lucentini, manager di Cdp, è ancora oggi azionista di maggioranza di un’azienda di comunicazione che ha tra i suoi clienti una società della medesima Cdp. Posizione che non parrebbe proprio da manuale. Ma c’è di più.

IL PASSAGGIO – Lucentini, una volta reclutato dalla Cassa, ha chiamato nel colosso di Stato in qualità di manager Rodolfo Belcastro, già responsabile media dell’Anas. Il quale, dopo un periodo di rodaggio, è stato nominato responsabile ufficio stampa e reputation di Cassa Depositi. Qui si può compiere lo step che riporta al punto di partenza. Belcastro, infatti, è sposato con Valentina Colucci, consigliere giuridico del ministero delle politiche agricole e figlia proprio di quel Gaetano Colucci recentemente nominato vice president di Saipem. Al matrimonio di Belcastro e Colucci, a dimostrazione dell’inserimento in certi ambienti che contano, tra i tanti personaggi di spicco c’erano anche Filippo Sensi, portavoce del presidente del consiglio Matteo Renzi, e il ministro della salute Beatrice Lorenzin.

IL QUADRO – Ora, parlare di clientela e della solita logica da “amici degli amici” sarà un tantino malizioso. Ma il quadro come minimo fa riflettere. E pone delle domande che naturalmente La Notizia ha rivolto a Cassa Depositi. A rispondere è stato Lucentini, il quale ha premesso che “Saipem è cliente di iCorporate dal giugno 2014, quando non era ancora minimamente in vista un intervento della Cassa nel capitale né un mio passaggio alla stessa Cdp”.

IL DUBBIO – Ma non c’è un minimo di imbarazzo nel rimanere col piede in due staffe, e cioè azionista di iCorporate e manager di Cdp? Qui Lucentini ha tenuto innanzitutto a precisare che “iCorporate non lavora con nessun’altra società del gruppo Cdp”. E in ogni caso, ha aggiunto, “non solo sono uscito da ogni carica all’interno dell’azienda ma sono disponibile a cederne il 60% qualora si presentasse un’adeguata occasione”. Quanto a Belcastro, infine, Lucentini ha spiegato che la sua assunzione è avvenuta “perché avevo bisogno di una persona fissa su Roma, dal momento che io mi muovo tra Roma e Milano, e perché sono legato a lui da un vecchio rapporto essendo entrambi di Palermo”. Di sicuro la pista cifrata rimane. E adesso non è più un enigma.

Twitter: @SSansonetti