Cassa Depositi e clientele. Pioggia di soldi per i soliti noti. Il caso del cacciatore di teste pagato due volte per consulenze simili

di Stefano Sansonetti
Primo piano

La solita ripartizione dei pani e dei pesci. Ormai da anni in Cassa Depositi e Prestiti sono esperti in questo genere di cose. Consulenze ai soliti noti, in qualche frangente per attività più o meno inutili. Un andazzo che non sembra essere cambiato con l’avvento ai vertici di Claudio Costamagna e Fabio Gallia, rispettivamente presidente e amministratore delegato della società controllata dal ministero dell’economia. Nella categoria degli “incarichi-foglia di fico”, per esempio, rientrano due consulenze assegnate alla società di cacciatori di teste Eric Salmon & Partners, entrambe a inizio marzo. La cosa sorprendente è che riguardano attività identiche.

I CASI – Il primo incarico, che ha fruttato alla società esterna 90 mila euro, riguarda “la ricerca di candidati al ruolo di membri del Cda di società attive nella gestione di fondi investimento e nei settori finanziario-assicurativo partecipate da Cdp”. Il secondo, del valore di 95 mila euro, ha la stessa identica dicitura, con la differenza che qui si parla dell’individuazione dei membri del Cda “di società industriali partecipate da Cdp”. Al che si pongono almeno due questioni. La prima: era davvero necessario sdoppiare la consulenza dividendo le controllate della Cassa Depositi e Prestiti in due aree tematiche? Perché alla fine l’esito è quello di aver permesso alla Eric Salmon & Partners di raddoppiare l’incasso. Seconda questione. Ogni volta che parte un valzer di nomine nelle società pubbliche si fa ricorso ai cacciatori di teste. Sulla carta si tratta anche di una scelta virtuosa, ma nella pratica queste società non fanno altro che fungere da “foglia di fico” dietro cui si nascondo quei centri di potere economico-politico che effettuano le scelte degli amministratori. Basti pensare a quali e quante società controllate dalla Cassa sono in gioco in questa tornata di nomine: da Snam (a capo della quale si è insediato Marco Alverà) a Fincantieri (dove dovrebbe essere confermato Giuseppe Bono) passando per la Sace e tutte le società del gruppo (Sace Bt, Sace Fct, Sace Srv). Per non parlare del Fondo italiano d’investimento.

L’EPILOGO – Gli uomini da inserire in queste società, nella maggior parte dei casi, sono già tutti individuati. E solo “bollinati” dal cacciatore di teste. Ma nel mese di marzo la Cassa ha distribuito consulenze anche ai soliti studi legali: 77 mila euro a Gianni Origoni, 80 mila euro a Chiomenti, 105 mila a Bonelli Erede Pappalardo. Per loro spunta sempre un’attività che non può essere coperta dagli uffici della Cassa. Infine l’immagine e la comunicazione. Qui la Cdp, con un occhio alle solite clientele, si è potenziata imbarcando Rodolfo Belcastro, già ufficio stampa Anas e marito di Valentina Colucci, consigliere giuridico del ministero delle politiche agricole e figlia di Gaetano Maria Colucci, lobbista di vecchia data per società come Eni e Saipem. Oggi entrambe partecipate dalla galassia Cdp.

Twitter: @SSansonetti