C’è una Repubblica per Calabresi. Ufficializzata l’uscita di Ezio Mauro. Ma nuovi direttori si affacciano alla Stampa, Il Giornale, Il Tempo e Panorama

di Marco Castoro In attesa dei fuochi di artificio di Viale Mazzini, sono i giornali a movimentare il valzer delle poltrone. E che poltrone! In ballo ci sono le direzioni di Repubblica, la Stampa, il Giornale e il Tempo. Arrivano conferme sull’incontro tra Mario Calabresi e l’ingegner De Benedetti. Al summit hanno partecipato anche i figli e l’a.d. Mondardini. Addirittura c’è la possibilità che l’insediamento arrivi prima del ventennale di Ezio Mauro alla guida del quotidiano. Si pensa ai primi mesi del 2016. Per sostituire Calabresi alla Stampa si sta agitando molto il vicedirettore Massimo Gramellini, ben visto anche da Sergio Marchionne, meno da John Elkann che in genere ha l’ultima parola sulla direzione del giornale torinese. Calabresi fu lui a volerlo, non Marchionne. Alternative potrebbero arrivare dal Corriere (Aldo Cazzullo è sempre in corsa). Se Alessandro Sallusti si candiderà alle comunali di Milano dovrà lasciare il posto di direttore al Giornale. Per la sua successione in pole c’è Augusto Minzolini che dopo la vicenda Rai potrebbe lasciare il Senato. Un altro nome in circolo è quello di Giorgio Mulè, il numero uno di Panorama. Se il quotidiano della famiglia Berlusconi opterà per una soluzione interna potrebbe spuntarla Salvatore Tramontano. Al Tempo invece con l’arrivo degli Angelucci, gli editori di Libero, potrebbe arrivare Vittorio Feltri, al quale darebbe il benvenuto l’amico Gianmarco Chiocci. Una stanza con affaccio su Palazzo Chigi convincerebbe perfino un lombardo doc come Feltri ad accettare il trasferimento a Roma. INDIETRO TUTTA Il dg Rai Campo Dall’Orto ha smentito quanto da lui affermato nelle interviste a Corriere e Repubblica: «Non abbiamo nessuna intenzione di entrare nel mercato pay e di acquisire il calcio a pagamento. Abbiamo la volontà di costruire un’offerta multipiattaforma incisiva», ha detto il numero 1 di Viale Mazzini in Vigilanza. Evidentemente la paura di perdere i soldi del canone conta più delle idee. MA LA NOTTE Sì Continua a sorprendere la curva degli ascolti di Tiki Taka. Più Pierluigi Pardo va all’ora dei pipistrelli (finisce alle 2) e più gli insonni lo preferiscono a un film porno. Lunedì scorso ha addirittura fatto meglio del Processo, andato in onda un’ora prima: 589.000 spettatori con il 12,32% di share (14,56% e sul target commerciale 15-64 anni) contro 476.000 e il 3,18% di share. Tra i programmi sportivi ottima la performance per il Novantesimo minuto di Paola Ferrari e Marco Mazzocchi: 10,56% di share, più di due milioni di spettatori (2.023.000). GIAMMARIA L’EREDE DI SANTORO Il Petrolio di Duilio Giammaria è uno dei talk migliori della Rai. Lunedì sera hamandato in onda un’ottima puntata sull’Isis. Conduzione moderata ed equilibrata senza eccessi, con ospiti preparati che non si parlano addosso. Filmati ok e le vignette di Vauro in conclusione (un Vauro con gli occhialini da intellettuale e non cazzarone come da Santoro) Ascolti: 775.000 spettatori con il 10,27% di share.