Centrodestra a perdere. Parla Croppi: “Nel Lazio un pasticcio totale. I leader pensano solo al Governo nazionale”

di Giorgio Velardi
Politica

“Guardi, la questione è molto semplice: la Regione Lazio non è tra le priorità della coalizione di Centrodestra, questo penso sia chiaro a tutti”. Umberto Croppi, già consigliere regionale del Lazio coi Verdi nonché assessore alla Cultura e alla Comunicazione del Comune di Roma, membro – da giovanissimo – del comitato centrale del Movimento Sociale Italiano (Msi), si è fatto un’idea precisa dell’impasse venutasi a creare fra il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) riguardo l’altra partita, oltre a quella delle Politiche, che si giocherà alle elezioni del prossimo 4 marzo. E che il Centrodestra di questo passo giocherà per perdere, vista la presenza in campo di due candidati che pescano nello stesso bacino elettorale come Fabio Rampelli – sul quale comunque manca ancora l’ufficialità – e il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi.

LazioDopo quello che è successo a Roma due anni fa, davvero non si poteva fare di più?
“Il nocciolo della questione è sempre lo stesso. Anche alle comunali del 2015 né il Centrodestra né il Pd volevano riconquistare Roma: la Meloni sciolse la riserva decidendo di correre fuori tempo massimo, sapendo a cosa sarebbe andata incontro. Ma quella mossa gli è servita per far salire le quotazioni di Fratelli d’Italia, bottino che spende ora nella rivendicazione dei collegi”.

Insomma, le solite alchimie della politica politicante.
“Sì. Berlusconi in questo momento ha un solo problema, cioè quello di partecipare in qualche modo al prossimo Governo, che quasi sicuramente sarà di larghe intese. Delle amministrazioni territoriali che gliene importa? Al contrario, rischierebbero di creargli solo problemi. Dal canto suo, FdI ha l’interesse a crescere ponendosi come l’unico erede di quelli che una volta erano l’Msi e Alleanza Nazionale. E poi in fondo, visto l’ultimo precedente, quello della Polverini, e il fatto che Zingaretti è il male minore, i vantaggi della sconfitta sono superiori ai rischi di una vittoria”.

In campo però c’è sempre Pirozzi, che ribadisce quotidianamente l’intenzione di non volersi fare da parte. Forse con lui come candidato unico ci sarebbero chance di vittoria, non crede?
“Personalmente, trovo incomprensibile la sua decisione di andare avanti a tutti i costi. E credo che stia sopravvalutando la sua popolarità: sondaggi alla mano, è matematico che con questa legge elettorale non entrerà in consiglio. Forse ambisce ad altro, chissà”.

Su questo però il sindaco di Amatrice è stato chiaro: non cede in cambio di nessuna offerta, tantomeno di poltrone varie. Perciò insisto: non converrebbe puntare su di lui, visto che già da qualche mese è in campagna elettorale?
“La politica ci ha insegnato che tutto è possibile, vedremo”.

Insomma, gli elettori di Centrodestra andranno a votare sapendo già come finirà.
“La questione è molto semplice: la Regione Lazio non è tra le priorità della coalizione di Centrodestra, questo penso sia chiaro a tutti”.

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