Centrodestra a pezzi sulla Rai. Berlusconi suicida Forza Italia sul Viale Mazzini del tramonto

dalla Redazione
Politica
Spaccatura pesante tra Lega e Forza Italia sulla Rai. Lo strappo si è consumato ieri mattina in commissione di Vigilanza, dove la mancata partecipazione al voto di Forza Italia ha fatto saltare la nomina di Marcello Foa alla presidenza di viale Mazzini. E la frattura non si è ricucita nel pomeriggio, con FI che pretende l’indicazione di un nuovo nome dagli alleati di centrodestra. Mentre la Lega sostiene che il consiglio di amministrazione della Rai
è comunque nel pieno delle sue funzioni, e si deve andare avanti così con Foa che eserciterà le funzioni di presidente in quanto consigliere più anziano. Al momento non è stata convocata una riunione della Vigilanza Rai.
Il Partito democratico e Forza Italia hanno annunciato battaglia qualora il partito di via Bellerio riproponesse il nomedel giornalista italo-svizzero. “Faremo ricorso”, hanno assicurato i dem mentre lo stesso Silvio Berlusconi

ha sottolineato come un’eventualità simile presenterebbe, “secondo il parere di autorevoli professionisti, problemi giuridici non superabili”. Sarà quindi scontro, con i più alti vertici istituzionali che vigilano sulla partita. E con il Movimento 5 stelle che pur attaccando Berlusconi (“Ha riproposto TeleNazareno”, dice Gianluigi Paragone) non esclude che si vada verso un’altra strada. “Se non c’è intesa, mi pare chiaro che il nome di Foa non può tornare. Questo lo dice la legge, non io”, ha tagliato corto Luigi Di Maio.

Coalizione inesistente – Ma riavvolgiamo il nastro. Il consigliere Foa ha raccolto 22 sì – a favore la maggioranza e FdI -, mentre occorreva raggiungere il quorum dei dueterzi, ovvero 27 voti (su 41 complessivi). Nel pomeriggio, come se non bastasse, il nuovo stop di Berlusconi: “La scelta del no a Foa è stata assunta dai nostri gruppi parlamentari e l’ho naturalmente condivisa”. Ed ancora: “Forza Italia non lo voterà. Il servizio pubblico, per essere tale, non può essere espressione unilaterale di una maggioranza, qualunque essa sia”. Capitolo chiuso. E scontro aperto. Da Forza Italia, però, si nega comunque che le giunte dove Lega e FI governano insieme siano a rischio. “Quando la Lega non ha votato Antonio Tajani presidente dell’Europarlamento non è successo niente”, si rammenta, “basta che facciano dimettere Foa e indichino un altro nome”. “Magari Giovanna Bianchi Clerici”, rilanciano da Forza Italia. A questo punto le strade che si aprono per dirimere la partita Rai sono due, a sentire gli esponenti di Movimento cinque stelle e Lega. Si potrebbe provare ad insistere con Foa. L’ipotesi più probbile, in questo caso, è che gli si conceda le delega di consigliere anziano cosicché possa svolgere il ruolo di “reggente”. L’obiettivo, in questo caso, è convincere per “sfinimento” Forza Italia. L’altra ipotesi è trovare un altro presidente all’interno del Cda già formato, senza obbligare il ministero dell’Economia (e dunque il Governo) a nominare un altro consigliere al posto di Foa (che in questo caso dovrebbe dimettersi). Escludendo ovviamente i consiglieri che evidentemente non raccoglierebbero i voti necessari (sia il consigliere in quota M5s che quello in quota Pd), non resterebbero che

Giampaolo Rossi, in quota FdI, e il membro nominato dai dipendenti di Viale Mazzini Vincenzo Laganà, che in Cda si è astenuto sul nome di Foa. Due ipotesi al momento improbabili, ma che nelle ultime ore hanno preso quota.


Neppure Toti ha convinto il Cavaliere

 Il presidente della Liguria di Forza Italia, Giovanni Toti, ci aveva sperato fino alla fine. “Accordo Lega-Fi su presidenza Rai? Penso ci stiano lavoando, non vorrei che il povero collega giornalista Foa diventi come l’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo e che un voto in commissione di Vigilanza Rai sia come la pallottola che ha fatto scoppiare quattro anni di sanguinose guerre”. Anche perché, ha aggiunto, non mi sembra che l’umore dell’opinione pubblica sia tale da gioire nel vedere i partiti aggrovigliarsi sulla poltrona quale che essa sia. Auspico che ci sia buon senso e ragionevolezza dei partiti”. Risultato? Come sopra. Prima il presidente designato dal Cda di Viale Mazzini, Marcello Foa, è stato impallinato dalla Vigilanza. Poi, dopo la decisione del vicepremier Matteo Salvini di andare avanti sullo stesso candidato è arrivato lo stop definitivo di Silvio Berlusconi. Insomma Forza Italia dice no a
Foa. Ora non resta che spiegare agli elettori del Centrodestra che, invece di votare con Lega e FdI,il Cavaliere si schiera con il Pd e LeU.