Che bel regalo al Pd che fa Fazio. Invita in studio il sindaco di Riace senza contraddittorio

di Davide Manlio Ruffolo
Tv e Media

È accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ma potrebbe diventare l’ospite d’onore di Che tempo che fa. Questo l’imprevedibile destino del sindaco di Riace, Domenico Lucano, che si è visto recapitare l’invito per la puntata di domani sera dal conduttore Fabio Fazio. Non ci sarebbe nulla di strano se non parlassimo di servizio pubblico, il programma va in onda su Rai 1, e che l’argomento del dibattito sarà il cosiddetto modello Riace, proprio quello finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Locri e smantellato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Proprio per questo la mossa di Fazio, che sicuramente attirerà qualche ascolto in più per via del clamore che il caso ha suscitato, appare una forzatura se non addirittura un’aperta critica alle politiche messe in campo dal capo del Viminale. Senza contare che in un Paese come l’Italia, sempre più diviso in fazioni contrapposte, occorre chiedersi se sia opportuno fornire il palcoscenico dell’ammiraglia Rai senza nemmeno prevedere un contraddittorio che possa, ad esempio, rappresentare le diverse posizioni in campo. Perché il problema dei clandestini non può essere risolto con colpi di spugna e in barba alle leggi, piuttosto richiede attenta pianificazione e l’adeguamento delle norme che lo regolamentano. Non può nemmeno risolversi a battaglie ideologiche o alla creazione di eroi e miti perché, in fin dei conti, il punto è sempre quello del rispetto delle normative vigenti che non sembrano essere state seguite. Per questo occorre chiedersi se sia il caso di immolare il concetto stesso di legalità sull’altare dell’audience.

Inevitabili le critiche da parte dei parlamentari della Lega che hanno chiesto un passo indietro al conduttore e preannunciato un’interrogazione alla Vigilanza della Rai. Infatti nonostante la revoca degli arresti domiciliari, sostituiti il 17 ottobre scorso con la misura del divieto di dimora nel piccolo comune calabrese, per gli esponenti del Carroccio: “È evidente come Lucano sia accusato di aver violato norme civili, amministrative e penali sull’accoglienza. Chiediamo quindi che Fazio non chiami il sindaco in trasmissione perché la tv pubblica non può divulgare modelli distorti sull’onda di strumentalizzazioni ideologiche”.

Altrettanto inevitabili le risposte da parte del Partito democratico che attraverso Davide Faraone, in un clima di perpetua campagna elettorale, ha colto la palla al balzo: “Per i parlamentari della Lega, Lucano non dovrebbe essere invitato in trasmissione da Fazio perché comunicherebbe modelli distorti e lontani dalla legalità. Se questo è il criterio, chiederei alla Rai di far sparire dagli schermi Salvini ed i dirigenti Lega. #49milioni”. Ma intanto chi sparisce dalle urne è solo il Pd.

Commenti

  1. honhil

    Che differenza c’è tra ‘il comizio di Michael Moore, alla festa del cinema di Roma’e il duetto tra Fabio Fazio e Mimmo Lucano, a “Che tempo che fa”? Nessuna, a parte i soldi pubblici impiegati, verrebbe da rispondere lì per lì. Né poteva esserci sposando la medesima finalità e cioè screditare il nemico politico. Invece, a pensarci bene, su Rai1, nel mirino di Fazio e Lucano, oltre a Salvini e a quello che rappresenta, c’era anche una certa procura d’Italia. Mimmo Lucano, l’indagato Mimmo Lucano, dunque, ospite di Fabio Fazio, lo stipendiato Rai più pagato di tutti i tempi. Con questo strappo istituzionale, la sinistra, tramite Fazio, che, mai va dimenticato, è un dipendente Rai (con uno stipendio che è uno scandalo senza fine), si è però posta sopra la legge. Che, tuttavia, non è una novità. Ma che prima d’ora mai era stato fatto con tanta spacchiosa spudoratezza.

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