Civati non chiude le porte alla minoranza del Pd e guarda a de Magistris. Ma non c’è spazio per Pisapia

Pippo Civati

A maggio 2015 Giuseppe Civati è stato il primo a lasciare il Pd. Oggi il leader e segretario di Possibile non chiude le porta alla minoranza dem. Ma a certe condizioni.

Civati, ha sentito? La minoranza del Pd medita la scissione…
Non c’è fretta (sorride). E pensare che tutti prendevano in giro me, l’Amleto, l’indeciso. Ma citando l’Amleto le dirò che il Pd è fuori di sesto da tempo e Bersani che parla di Pdr ricorderà che ne parlai negli stessi termini nel 2014. Parecchio inascoltato, ahinoi, anche da Speranza e Emiliano, allora renziano.

Resta da capire qual è l’orizzonte dei vari competitor di Renzi.
Mi pare che abbiano ottenuto il congresso e mi pare difficile riescano a sfilarsi per ragioni di ‘durata’. Il problema è politico. Ed è gigantesco.

Anche fuori dal Pd c’è il caos. Sinistra italiana è già spaccata.
Ecco, si parla tanto di scissione del Pd, ed è arrivata quella di Sel. Invito tutti a mantenere la calma e a ragionare con pensieri che durino più dello spazio di una polemica settimanale. Evitare una scissione sarebbe la prima cosa da fare.

Dove guarda Possibile? C’è spazio per un dialogo con chi potrebbe uscire dal Pd?
C’è sempre spazio. Ma si decidano e decidano per l’autonomia. Non abbiamo atteso e stiamo lavorando seriamente. Se escono e scelgono la competizione e non l’alleanza con Renzi ci troveranno. Sulle questioni, sulle cose da fare, non sui posizionamenti. Penso a un grande progetto di governo da scrivere insieme, come noi faremo dal 24 al 26 febbraio a Roma, nella stessa sede in cui il Pd ha celebrato un San Valentino all’incontrario, in cui tutti si odiano, ma nessuno riesce a dirselo davvero.

Porte chiuse, invece, per Pisapia?
Se fa la sinistra-Renzi sì. Peraltro così Pisapia danneggia la minoranza del Pd, se sfiderà Renzi al congresso. E si colloca in continuità coi tre anni di Renzi.

E di de Magistris che ne pensa?
Ha anticipato molte scelte e ha dimostrato nella sua città di essere forte. Con lui e altri il dialogo è sempre possibile.

Twitter: @GiorgioVelardi