Coalizione da Alfano a Pisapia. In direzione Renzi detta la linea e apre alla Sinistra, ma da Mdp ai civatiani tutti lo scaricano

dalla Redazione
Politica
Renzi sondaggi politici

Si doveva iniziare dai vitalizi, ma l’argomento non è stato minimamente sfiorato (così come chiesto nei giorni scorsi dagli orlandiani). In compenso durante l’attesissima direzione di oggi pomeriggio, la prima dopo la sconfitta del Pd alle regionali siciliane, Matteo Renzi ha giocato all’attacco, lanciando la palla nel campo dei potenziali alleati. A cominciare dalle forze a sinistra dei dem. “Non sarà il Pd a mettere veti o paletti alla coalizione, che deve essere la più ampia possibile”, ha esordito l’ex premier. “Vogliamo un confronto con Mdp, Sinistra Italiana e Possibile” ma “a chi dice cancelliamo il passato e parliamo soltanto di futuro, dico che dobbiamo rivendicare con forza quello che abbiamo fatto”. E poi, “chi si esercita in abiure non si ricorda come stava il Paese tre anni fa”.

Insomma, un colpo al cerchio e una alla botte, che fa spellare le mani ai suoi – ad eccezione di Cuperlo e Orlando – ma contemporaneamente fa storcere il naso ad Articolo1, SI e civatiani. Renzi “si preoccupa sempre di rivendicare quello che si è fatto ma purtroppo c’è qualche milione di elettori che non sono d’accordo, e non sono Bersani o Speranza, che hanno un giudizio critico su tante cose che si sono fatte – la replica di Pier Luigi Bersani –. Le chiacchiere stanno a zero, adesso ci vogliono dei fatti”. Davide Zoggia, altro ex dem, ci mette il carico: “Non ho mai sperato nell’accordo col Pd e credo che in politica serva anche serietà. Il Pd ha fatto delle forzature su Jobs Act, scuola, legge elettorale e non solo. Provocando non tanto una scissione quanto un allontanamento dal popolo di sinistra che non vota più quel partito”. Risultato: “Le distanze non sono ricomponibili”. Anche il leader di SI, Nicola Fratoianni, viaggia sulla stessa lunghezza d’onda. “Da un lato – afferma – il disco rotto del voto utile, dall’altro la riproposizione di scelte che hanno favorito la crescita delle destre. Noi continuiamo e continueremo a lavorare con decisione alla costruzione di un altro polo, alternativo e coraggioso”.

Non è un caso, quindi, se Renzi abbia definito “cruciale” guardare pure a “Verdi, Idv e Radicali coi quali c’è una discussione non scontata né chiusa”. Senza dimenticare l’ala moderata e centrista che va “coinvolta il più possibile” allontanando il rischio che venga “risucchiata dal berlusconismo, un film già visto che non rivedremo”. E Campo Progressista di Giuliano Pisapia? “Gli lanciamo parole di dialogo e disponibilità come quelle che in larga parte abbiamo sentito ieri (domenica, ndr)”. In larga parte, appunto. Perché dal palco della manifestazione organizzata nella Capitale dall’ex sindaco di Milano, la presidente della Camera Laura Boldrini è stata tutt’altro che conciliante: “Non ci sono le condizioni per l’alleanza col Pd”. Se il buongiorno si vede dal mattino…

  • honhil

    La politica continua a fare il verso a se stessa, affidandosi agli appelli. Niente di più gattopardiano. Tanto che Grasso dice di essere lungimirante, nel dire che lo ius soli va approvato entro la fine legislatura. Eppure il problema esistenziale per la maggioranza degli italiani (bianchi, neri o di colore cirricaca) è di mettere insieme il pranzo con la cena. Ciò premesso, non è facile accettare che la seconda carica della stato si atteggia a fighetto dell’arcipelago sinistro. Ma è così. Non era mai capitato, né era immaginabile che potesse capire, che i numeri uno della camera e del senato dismettessero l’abito istituzionale, per indossare quello ideologico. Eppure, caduto chissà per quale sortilegio lo sbarramento deontologico e istituzionale, oramai è diventato una deplorevole abitudine. Con la gragnola di appelli quotidiani di Grasso e Boldrini, a sostegno del loro interesse politico. E dire che la Sicilia e i siciliani hanno già fatto sentire, in modo inequivocabile, la loro voce.