Commissioni parlamentari, la trasparenza è un optional. Impossibile vedere a lavoro deputati e senatori

di Giorgio Velardi
Politica

È una vera e propria zona d’ombra, rimasta tale di legislatura in legislatura. E anche chi ha provato ad accendere un faro ha sbattuto contro un muro di gomma. Perché se è vero che, anche grazie all’ottimo lavoro svolto quotidianamente dall’associazione Openpolis (l’osservatorio civico della politica italiana), si riesce a monitorare perfettamente l’attività in Aula dei nostri deputati e senatori, altrettanto non si può dire per quello che riguarda le commissioni. Sì, proprio il luogo dove i provvedimenti passano prima di sbarcare in Aula. Più volte con un’apposita campagna, #ParlamentoCasadiVetro, la stessa associazione ha chiesto al Parlamento di invertire la rotta. Risultati? Zero. “Un’assurdità”, scrive adesso Openpolis, “visto che grazie a una deliberazione dell’Ufficio di presidenza dell’ottobre 2011, le assenze e le presenze vengono già monitorate per permettere di penalizzare con le dovute decurtazioni alla diaria, i parlamentari che non partecipano alle sedute delle commissioni”. Perciò “basterebbe pubblicare online questi dati”.

Accorpamento – Ma, come detto, le Camere da questo orecchio proprio non vogliono sentirci. Mettendo i bastoni fra le ruote anche a chi, nonostante tutto, ha scelto di nuotare controcorrente. Con un recente ordine del giorno al bilancio della Camera, infatti, il presidente della commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti (Civici e Innovatori) è andato proprio nella direzione tracciata da Openpolis. Cioè quella di pubblicare finalmente in rete le presenze e le assenze di deputati e senatori nei rispettivi organismi di cui fanno parte. A inizio agosto, prima della pausa estiva record (39 giorni), l’Aula di Montecitorio è stata impegnata proprio con l’approvazione del bilancio interno. Quindi anche con l’odg di Mazziotti. Il cui iter è stato però accorpato a quello dei precedenti ordini del giorno presentati, rispettivamente, dal deputato di Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista (Mdp) Gianni Melilla e da Chiara Gagnarli del Movimento 5 Stelle. Proposte che – udite udite – sono state accolte con una formulazione che è veramente tutto un programma.

Se non ora quando? – Ovverosia: “Valutare l’opportunità di sottoporre all’Ufficio di presidenza una disciplina finalizzata alla pubblicazione di riepiloghi periodici delle presenze dei deputati nell’ambito delle sedute delle Commissioni, nonché a valutare l’opportunità di approfondire possibili forme di valorizzazione dell’insieme dell’attività parlamentare dei deputati”. Sì, c’è scritto proprio così (in un linguaggio degno del miglior burocratese): valutare l’opportunità. La domanda che sorge spontanea è: sì, ma quando? Vai a saperlo. “Un giro di parole”, scrive senza mezzi termini Openpolis, “che sembra più una presa in giro che un reale impegno”. La speranza è quella che, con l’inizio della prossima legislatura, l’Ufficio di presidenza di Montecitorio approvi la delibera in questione. Ma si sa: come dice il proverbio, chi di speranza vive disperato muore. Ad maiora.

Twitter: @GiorgioVelardi