Con il governo Conte lo spreco non decolla. Toninelli scrive ai commissari Alitalia: “Stop al contratto da 150 milioni per l’Air Force Renzi”

dalla Redazione
Cronaca

Lo spreco non decolla con il governo Conte. Il presidente del Consiglio, infatti, ha fatto sapere di voler rescindere al più presto il contratto di leasing da 150 milioni di euro del mega aereo di Stato Airbus 340-500 voluto dall’ex premier Matteo Renzi. Spreco che il governo Conte non intende far decollare nemmeno con gli F-35 sul cui programma la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, ha espresso la propria contrarietà.

L’annuncio sull’Aibus di Stato è arrivato direttamente dalla pagina Facebook di Giuseppe Conte: “Meno spreco di denaro pubblico, meno spese inutili. Il governo che presiedo da subito ha voluto dare segnali di forte cambiamento rispetto al passato. E in quest’ottica si inserisce la volontà di rescindere il contratto di leasing dell’aereo Airbus A340-500, acquistato in passato per i voli di Stato. Un impegno che avevo e avevamo assunto sin dal nostro lanotiziainsediamento, una decisione sacrosanta, tutt’altro che simbolica. A conti fatti – scrive Conte – si è trattato di un’operazione del tutto svantaggiosa, sia dal punto di vista dell’impatto economico che dell’utilità pratica. Parliamo di circa 150 milioni di euro spesi per soli 8 anni di noleggio, inclusi i 20 milioni per riconfigurarlo, per un velivolo quasi mai usato. Soldi degli italiani, che vincolavano il governo. Per questo dai primi giorni del mio mandato ho dato indicazioni di trovare una via di uscita per rescindere il contratto. A questa Presidenza, per le missioni internazionali che siamo chiamati a svolgere, un aereo così grande e costoso non serve. È uno spreco e un capriccio a cui noi rinunciamo molto volentieri”. Il nostro giornale, già il 5 febbraio 2016, aveva svelato i dettagli dell’accordo spiegando che l’Air Force Renzi lo avrebbe pagato l’Alitalia.

Adesso Conte, però, dovrà fare i conti con la clausola rescissoria prevista dal contratto dell’Airbus. L’accordo tra il Segretariato generale della Difesa e l’Alitalia, infatti, non prevede scappatoie. Non si è fatta attendere, però, la risposta di Renzi su Twitter: “Quell’aereo non era per me ma per le missioni internazionali delle imprese. Quando tornano su bufale come ‘l’aereo di Renzi’ significa che sono disperati”. Nel frattempo Alitalia è fallita e sono arrivati gli arabi di Etihad che si sono trovati in cassa un contratto che gli porterà entrate fino al 2024. Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, si sarebbe già attivto per provare a rescindere il costosissimo contratto chiedendo formalmente ai commissari di Alitalia la revoca del leasing.

Sta di fatto che il conto che gli italiani devono pagare risulta molto lauto e supera 144 milioni di euro comprensivo di leasing, manuntezione, servizi Camo, operazioni di supporto, handling, training e la riconfigurazione Vip dell’aereo per dotarlo di sale riunioni, camere e tutti i confort.