Concorsi a premi, l’Antitrust bacchetta Ferrarelle. Brutta sorpresa per migliaia di vincitori lasciati a bocca asciutta perché non sapevano di dover conservare le prove d’acquisto

di Caris Vanghetti
Cronaca

L’Antitrust bacchetta Ferrarelle per i concorsi a premi. La storia comincia con alcuni consumatori che scrivono all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per lamentarsi della mancata consegna di alcuni premi legati al concorso “Vinci Effervescente” che si è tenuto tra il 10 maggio 2017 e il 30 aprile del 2018. Per la precisione i consumatori “non sarebbero stati posti in condizione di ricevere i premi pubblicizzati. Ciò sarebbe dovuto al fatto che nel regolamento – spiega il bollettino n. 5 del 2019 dell’Antitrust – iniziale del concorso non era specificato l’obbligo di conservare sia i documenti d’acquisto si le cartoline riportanti i codici di gioco in originale”.

Nel corso dell’istruttoria svolta dall’Autorità, la Ferrarelle Spa ha dichiarato che la gestione del concorso è stata affidata a un soggetto esterno e che i consumetori che hanno ricevuto un premio sono stai tra i 10.000 e i 50.000. A monte della mancata assegnazione dei premi, ad un numero di consumatori compreso tra i 2.000 e i 4.000, secondo la Ferrarelle c’è stata la necessità di cambiare il primo regolamento del concorso a premi visto che erano state riscontrate delle irregolarità come “il caricamento di un numero di codici implausibilmente elevato”, conseguentemente è stato introdotto “l’obbligo per i partecipanti di conservare anche gli scontrini di acquisto della confezione”.

Per risolvere la questione la società delle acque minerali si è impegnata con l’Antitrust a  dare il premio richiesto a tutti coloro ai quali non sia stato attribuito a causa della mancata produzione del tagliando di  acquisto, con esclusione di coloro i quali abbiano caricato sul sito o sull’App, oltre 120 codici. Inoltre la Ferrarelle si è impegnata per i prossimi concorsi a informare meglio i consumatori della necessità di conservare la documentazione di acquisto per ricevere i premi.

Alla luce degli elementi forniti e degli impegni dalla società delle acque minerali, l’Antitrust ha ritenuto che “la condotta posta in essere da Ferrarelle sia idonea – scrive l’Autorità – a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale contestati”. Visto che tutti consumatori aventi astrattamente diritto ad ottenere i premi li otterranno, e considerato che le condizioni previste per l’esclusione dal premio appaiono ragionevoli e giustificate dal momento che la soglia dei 120 codici è molto elevata rispetto ai consumi di Ferrarelle.

Così l’Antitrust ha deciso di chiudere il procedimento senza accertare l’infrazione e di rendere obbligatori gli impegni assunti dalla società. Il procedimento potrà, però, essere riaperto d’ufficio nel caso in cui Ferrarelle non dovesse prestare fede agli impegni assunti, in tal caso potrà anche essere multata.

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