Consob, Mario Nava si è dimesso dalla presidenza. Lega e 5Stelle ne contestavano l’incompatibilità

dalla Redazione
Politica

Sono arrivate le dimissioni da presidente della Consob di Mario Nava. Il collegio della Commissione nazionale per le società e la Borsa si è riunito d’urgenza questo pomeriggio decidendo di accettare la scelta di Nava di farsi da parte. Secondo una prima ricostruzione fornita dal Sole 24 Ore non è da escludere che il collegio possa avere chiesto a Nava di rivedere la decisione. Nava, però, ha deciso che tornerà a Bruxelles dove lavora ormai dal 1994. Per trasferirsi alla Consob aveva ottenuto il distacco per tre anni dagli uffici della Commissione europea. Si era insediato soltanto lo scorso 16 aprile.

Il caso era tornato in testa alle cronache nella giornata di ieri quando, con una nota congiunta, i capigruppo di Lega e Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato hanno sollevato la questione della incompatibilità tra il distacco dagli uffici tecnici della Commissione europea e la guida di una Autorithy nazionale, come la Consob italiana. Nota che si concludeva con la richiesta a Nava di presentare le dimissioni.

Nava, attaccato dalla maggioranza dell’esecutivo gialloverde, aveva ribadito la regolarità della sua nomina. In base alle regole comunitarie il dirigente Ue in “comando” mantiene privilegi e immunità rispetto alla giurisdizione nazionale (anche quando commina sanzioni ai soggetti vigilati). Deve riferire due volte al mese sull’operato all’amministrazione che lo ha comandato. Nava aveva spiegato che la Consob versa alla Commissione ogni mese lo stipendio (244 mila euro l’anno), che Bruxelles gira poi al presidente Nava con una tassazione limitata al 7% a differenza del 40% della tassazione nazionale.