Conte frena Salvini sull’Europa. Nervosismo per l’evento leghista di dicembre: il premier chiede di abbassare i toni con Bruxelles

di Antonio Pitoni
Politica

Si toglie per qualche minuto la giacca da premier per indossare quella di professore. Ma la lezione al rispetto dei ruoli impartita al suo vice Matteo Salvini è di quelle che non si dimenticano. “Tutti possono fare manifestazioni”, spiega Giuseppe Conte, riferendosi all’iniziativa della Lega dell’8 dicembre a Roma per mandare un “maga-selfie a Juncker” e un messaggio alla Commissione europea. “Ma è il Governo a interloquire con le istituzioni europee”, avverte il presidente del Consiglio, rivendicando il suo ruolo di primus inter pares all’interno dell’Esecutivo. Insomma, sarà lui, l’avvocato del popolo a perorare le ragioni dell’Italia a Bruxelles. “Incontrerò Juncker e gli spiegherò il senso della Manovra”, sottolinea Conte, nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier tunisino Youssef Chahed.

PRIMUS INTER PARES – Una puntualizzazione dalla quale traspare un chiaro segnale di insofferenza verso il clima di perenne campagna elettorale alimentato dai continui attacchi della Lega contro Bruxelles. Soprattutto nel pieno di una trattativa sulla Manovra, di per sé stessa già indigeribile per lo stomaco di una Commissione europea abituata a nutrirsi di solo rigore e austerity. “Per carità, che un leader politico organizzi una manifestazione rientra nella fisiologia del dibattito politico che può avere carattere anche vivace ma io sono il presidente del Consiglio, io mi siedo al tavolo con le istituzioni europee e caratterizzo il tono del dialogo”, taglia corto d’altra parte Conte. Ristabilendo l’ordine dei ruoli e delle prerogative tra i componenti dell’Esecutivo e, soprattutto, avocando a sé il delicato dossier dell’interlocuzione con le istituzioni europee sul quale, del resto, sono puntati gli sguardi attenti dei mercati oltre a quello del Colle.

FORMA E SOSTANZA – Un richiamo alla forma che è, però, anche sostanza. Specie in vista dell’Eurogruppo di lunedì, snodo cruciale della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia che potrebbe aprirsi a breve. “Se consegnerò la lettera di risposta dell’Italia nelle mani di Juncker? Le lettere il Governo italiano le spedisce, ma sicuramente siamo rimasti con Juncker che ci vedremo nelle prossime settimane perché ci tengo a spiegare personalmente l’impostazione della manovra che è seria e responsabile”, prosegue il premier. Che liquida i dubbi espressi dal sottosegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti, sul reddito di cittadinanza. “Partirà l’anno prossimo”, ribadisce, confermando le risorse anche per finanziare il superamento della Fornero sulle pensioni.