Corea del Nord, Kim risponde a Trump: piani d’attacco contro base Usa a Guam pronti a metà agosto. E Seul convoca il consiglio di sicurezza

dalla Redazione
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Il clima in Corea del Nord è a dir poco rovente. Perché dopo che dal Pentagono è stato detto chiaramente che alle prossime minacce del regime di Pyongyang, “il regime finirà”, la risposta di Kim Yong-un non si è fatta attendere.

Dalla Corea del Nord, infatti, hanno fatto sapere che il presidente americano Donald Trump è “fuori di testa” e capisce solo la forza. “Un dialogo sensato non è possibile con un tipo come lui, fuori di testa, con cui funziona solo la forza assoluta”, ha detto il generale Kim Rak Gyom, citato dall’agenzia di stampa nordcoreana Kcna, poche ore dopo il monito lanciato dal presidente americano al leader Kim Jong-un.  Secondo l’agenzia di stampa, l’esercito nordcoreano sta mettendo a punto per la metà di agosto un piano per un attacco all’isola di Guam, territorio statunitense nell’arcipelago delle Marianne, nel Pacifico occidentale, con quattro missili che dovranno sorvolare il Giappone. Il piano sarà presentato a Kim Jong-Un per la sua approvazione, ha aggiunto l’agenzia, e rappresenterà un “monito importante agli Stati Uniti”. L’isola di Guam è un avamposto cruciale per le forze americane lungo la rotta asiatica: sono circa 6.000 i soldati presenti sull’isola (su 162.000 abitanti), attivi nella base aerea per i bombardieri pesanti americani.

Ma l’attacco (per ora solo verbale) è continuato. Il presidente americano “ha espresso opinioni prive di senso, senza cogliere la grave situazione in corso”, ha affermato il generale Kim Rak Gyomm, comandante delle forze strategiche nordocoreane. “L’azione militare che il comando sta adottando sarà un rimedio effettivo per contenere le mosse agitate degli Stati Uniti in Corea del Sud e nelle sue vicinanze”, ha aggiunto il militare.

Intanto anche la Corea del Sud prende provvedimenti e promette “forte e risoluta reazione” agli attacchi del Nord insieme agli alleati, Usa in testa: il colonnello Roh Jae-cheon, portavoce del Comando di stato maggiore congiunto, ha assicurato che, grazie al solido combinato militare Washington-Seul, “siamo assolutamente pronti a reagire con decisione a ogni provocazione del Nord”. Come se non bastasse, Seul ha convocato per questa mattina una riunione di emergenza del gabinetto per la Sicurezza nazionale. La decisione arriva proprio dopo le nuove minacce del governo Nord Coreano di attaccare le basi americane nell’isola di Guam.