Cosa nostra messa alle strette. A Palermo parla un nuovo pentito. I Resuttana ora tremano: nella notte cinque arresti eccellenti

dalla Redazione
Cronaca

La mafia palermitana subisce un altro durissimo colpo. E questa volta potrebbe essere uno di quelli letali per uno dei mandamenti storici, quello di Resuttana. Sergio Macaluso, uno dei capi del mandamento, da due anni in carcere, ha deciso di collaborare con la giustizia. Come racconta Salvo Palazzolo su Repubblica, ai magistrati della Dda di Palermo ha confessato anche due omicidi e ha fatto i nomi di altri mafiosi della città e della provincia che stanno gestendo la riorganizzazione di Cosa nostra.

Questa notte, il procuratore Francesco Lo Voi e l’aggiunto Salvatore De Luca hanno fatto scattare un fermo per cinque boss. I carabinieri del nucleo Investigativo hanno arrestato Giuseppe Biondino, il figlio di Salvatore, l’autista di Riina. Ufficialmente, era solo il gestore di un’agenzia che si occupa di cartellonistica e pubblicità, la “MP”, in realtà curava diversi affari per conto del clan che opera nel centro di Palermo.

Giuseppe Biondino è accusato di essere il nuovo capo del mandamento di Resuttana. Il provvedimento di fermo ora porta in carcere anche Francesco Lo Iacono, altra parentela di rango in Cosa nostra: è il nipote del boss Francesco Lo Iacono, storico capomafia di Partitico. In carcere anche Salvatore Ariolo e Ahmed Glaoui, accusati di mafia ed estorsione, e Bartolomeo Mancuso, accusato di estorsione.