Così la setta dei macrobiotici si mangiava gli adepti: nei guai il guru Pianesi e i suoi soci. Ma intanto in Italia il reato di plagio non c’è

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Secondo i suoi insegnamenti, “i farmaci non curano, tolgono semplicemente i sintomi, la medicina uccide, i medici sono degli assassini”. Mario Pianesi era considerato un’autorità nel campo dell’alimentazione macrobiotica in Italia, tanto da diventare un guru di una psico-setta tra le Marche e l’Emilia Romagna. Una realtà settaria i cui adepti erano di fatto stati ridotti in schiavitù. Controllava ogni loro contatto col mondo esterno e li manipolava con un regime alimentare rigidissimo fino a pretendere da loro diverse donazioni di denaro. L’uomo, ora indagato insieme ad altre quattro persone, secondo i pm di Ancona era riuscito a “carpire la fiducia di numerose persone che versavano in condizioni psicologiche fragili a causa di problemi di salute personali o famigliari” tanto da indurle ad abbandonare le cure della medicina ufficiale. E una ragazza, che non aveva problemi di peso, era arrivata addirittura a 35 chili dopo essersi sottoposta alle diete da fame imposte dda Pianesi. Indagati oltre a Pianesi, che collaborava con importanti istituti di ricerca, faceva conferenza ed era a capo di un impero economico con decine di punti vendita e ristoranti a tutta Italia, sua moglie Loredana Volpi, 51 anni, e altri due suoi collaboratori. Volpi e gli altri due “rivestono ruoli apicali nella piramide organizzativa e decisionale del sodalizio“, secondo la squadra mobile di Ancona che ha ereditato l’indagine iniziata dai colleghi di Forlì, dove fu presentata la denuncia di una donna vittima del gruppo. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ai maltrattamenti, dalle lesioni all’evasione fiscale per centinaia di migliaia di euro. Quello di Pianesi era un vero e proprio business dell’occulto. Il guru della “psico-setta a scopo economico” aveva creato alcune società a lui riconducibili.

Soldi e occulto – Pianesi “pretendeva dagli ‘adepti’ donazioni in denaro, a suo dire, ad esempio alla realizzazione di una grande clinica dove praticare cure alternative alla medicina ufficiale: chi non riusciva a pagare subiva una sorta di processo di fronte al guru e ad altri adepti e doveva fare autocritica”. L’esame dei conti bancari, spiegano gli investigatori, “ha confermato come le ingenti somme venissero, alla fine, convogliate sui conti personali e dei familiari dei principali indagati”.

Vuoto normativo – Abusi economici frutto di abusi mentali. Ed è proprio questo il punto: come denunciano le associazioni impegnate sul fronte dell’occulto e la Squadra Anti-Sette (Sas) della Polizia di Stato, altre organizzazioni rimangono impunite quando non ci sono reati “civetta” su cui intervenire, come nel caso di Pianesi. In Italia, infatti, manca, a differenza di come accade in Spagna e in Francia, il reato di manipolazione mentale. L’ultimo tentativo di peso si è avuto nel 2005, quando un disegno di legge che prevedeva proprio l’introduzione del reato di plagio è stato approvato dalla commissione Giustizia. Arrivato però in Aula a Palazzo Madama, dopo vari rinvii, è stato congelato, fino a scomparire dall’agenda politica. Anche in questa legislatura qualcuno ci ha riprovato. Come Pino Pisicchio che, il 15 marzo 2013, ha presentato una nuova proposta di legge, ma il ddl, però, non è mai stato nemmeno calendarizzato. Nel frattempo la “rete” settaria si allarga. Dicono dalla Sas che ad oggi sono circa 4 milioni gli italiani che si affidano a santoni e guru. Vedremo se qualcosa cambierà con la legislatura che si appresta a cominciare.

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