Crociata sovranista su Rai Uno. Il caso Maglie blocca ancora la Rete. La giornalista resta in corsa per un programma spinta dalla De Santis. Ma questa volta è anche il presidente Foa a frenare

di Carmine Gazzanni
Tv e Media

Nei corridoi di Viale Mazzini il caso Maglie continua a tenere botta. Dopo le roventi polemiche scoppiate sull’idea di affidare la striscia post-Tg1 che fu di Enzo Biagi alla giornalista filo-leghista, più di qualcuno proprio non vuol saperne di rinunciare alla spinta sovranista nella rete diretta oggi da Teresa De Santis. Anzi! Secondo fonti interne sarebbe proprio l’attuale direttrice a voler piazzare a tutti i costi Maria Giovanna Maglie a Rai1. Al punto che, archiviata ormai l’ipotesi ipotetica di piazzarla nella strisci post Tg, potrebbe essere trovato, ideato o concepito altro spazio, ritagliato su misura per lei, in altri programmi.

La vicenda, che potrebbe sembrare marginale, in realtà è tutt’altro che irrilevante. Perché proprio il caso Maglie avrebbe creato uno stallo che viaggia da Rai1 fino ai piani alti di Viale Mazzini. Dopo l’apertura, più o meno implicita, espressa dal presidente Marcello Foa in merito alla possibilità di vedere la cronista turbo-sovraista su Rai1, anche a causa delle barricate alzate dal Movimento Cinque Stelle (e raccontate da La Notizia), la posizione del presidente Rai si è fatta più guardinga e riflessiva: meglio fare da mero garante piuttosto che intervenire a gamba tesa su prerogative che, invece, spettano a Fabrizio Salini.

Senza dimenticare un altro aspetto: da diverse settimane, ormai, Foa gode di fiducia da quello che nei corridoi di Viale Mazzini è noto essere “il partito Rai”. In altre parole, dunque, il presidente non vuole turbare gli umori dei dipendenti interni spingendo su una nomina che, pur godendo delle simpatie della Lega e di Matteo Salvini, finirebbe per affidare un ruolo centrale a un’esterna. Ed è anche per questa ragione che il Carroccio starebbe ora puntando direttamente sulla De Santis più che su Foa, con la conseguenza che si è creato uno stato d’impasse, per reiterate pressioni esercitate sull’amministratore delegato, peraltro impegnato a far di conto e a tagliare sprechi e spese superflue per far quadrare i non facili conti di Viale Mazzini.

Il quadro che ne emerge, raccontano fonti qualificate, è un caos totale in Rai, con una nomina che resta sospesa e che, di fatto, blocca tutto il resto. Alimentando tensioni interne tra gli stessi vertici, sfociate, secondo i beninformati, anche in un acceso confronto tra Foa e la De Santis sulla vicenda Maglie. Una preoccupazione, questa, che dai corridoi di Viale Mazzini arriva fino a quelli della commissione Vigilanza Rai, e che serpeggia anche tra i membri pentastellati, che restano convinti che il “cambiamento” della Tv di Stato non debba rispondere al “sovranismo” di stampo leghista.

In tutto questo tourbillon resta aperta la casella della striscia post-Tg1. Se, infatti, non sarà la Maglie a ricoprire tale incarico, altri giornalisti interni vorrebbero raccogliere la pesante eredità di Enzo Biagi. Sul punto si starebbe interessando in prima persona anche il direttore del Tg1, Giuseppe Carboni. Che, secondo alcuni, potrebbe finire col chiedere consiglio anche a Mario Orfeo (tra i due vige una solida amicizia, considerando che fu proprio Orfeo a farlo diventare caporedattore al Tg2 nel 2012), che lo avrebbe in realtà sconsigliato di insistere, essendo lui da sempre contrario all’idea di una striscia. Restano, però, diversi giornalisti in campo, a cominciare da Francesco Giorgino e Alberto Matano. Nomi di professionisti tutto sommato non invisi al Movimento Cinque Stelle. Condizione non secondaria visto lo stallo che si è creato attorno alla Maglie.