Da ultrà del renzismo a vice presidente del Csm. Per Ermini pure il caso Spataro diventa l’occasione per sparare contro il ministro Salvini

dalla Redazione
Politica

Da ultrà del renzismo a vice presidente del Csm. Per David Ermini il dna (politico) non cambia neppure al vertice di un organo istituzionale. E pure il caso Spataro (“grande e leale servitore dello Stato”) diventa l’occasione per sparare contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’impegno del procuratore di Torino, sottolinea l’ex deputato del Pd, “non può essere in alcun modo messo in discussione da toni sprezzanti. Il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni giorno non può e non deve essere utilizzato per scopi di propaganda”, monita Ermini, che ha chiamato Spataro per esprimergli apprezzamento per il suo lavoro. E come l’ha presa Salvini? “Che roba! Sono preoccupatissimo…”, ha tagliato corto il ministro dell’Interno.