Desirée stuprata e uccisa. Caccia a un branco di tossici. La sedicenne di Latina è stata anche drogata. Un testimone potrebbe aver visto tutto. La Procura cerca i tre autori della violenza

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Circuita con l’inganno, drogata e stuprata da un branco di tre persone. Con queste terribili modalità ha avuto fine la giovane Desirée, la 16enne di Cisterna di Latina, trovata senza vita nella notte di venerdì in un palazzo abbandonato, luogo di ritrovo di clochard e pusher, in via dei Lucani a San Lorenzo. Una scena horror su cui la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, in cui sono ipotizzati i reati di violenza sessuale e omicidio, dando ufficialmente il via alla caccia ai responsabili.

A rivelare la barbarie subita dalla sedicenne, che in un primo momento era stata scambiata da chi l’aveva trovata per una donna di circa 30 anni e si pensava potesse esser morta per overdose, è stata l’autopsia. Del resto quando sono arrivati i militari, appariva quanto meno sospetta la presunta identità in quanto il corpo della vittima era stato trovato senza né mutandine e né vestiti inoltre appariva sensibilmente più giovane. Ma l’autopsia ha rivelato anche un ulteriore e sconcertante dettaglio, ovvero che Desirée era stata drogata prima di essere immobilizzata e stuprata selvaggiamente da un gruppo di almeno tre persone.

Dettagli che trovavano conferma anche nel racconto del super testimone, un giovane senegalese, che si trovava lì al momento dei fatti. Il ragazzo, sentito dalla trasmissione Storie Italiane in onda su Rai 1, aveva raccontato di aver assistito personalmente alla violenza. Tutto sarebbe accaduto, secondo il suo racconto, verso mezzanotte o mezzanotte e mezza. A quell’ora l’extracomunitario stava entrando nel fatiscente edificio e, forse per trovare riparo per la notte, finiva per aprire la porta di una delle tante stanze. Proprio qui, trovava davanti a sé una scena terrificante con una ragazza, distesa su di un materasso, che urlava a squarciagola: “basta, fermi, è morta”.

Continuando ad aprire la porta, mentre un brivido gli percorreva la schiena, notava che al fianco della ragazza ce n’era un’altra, con il volto parzialmente coperto da un telo, e sul cui corpo si stavano accanendo tre o quattro uomini in quelli che apparivano come atti sessuali. Il senegalese, pietrificato per quella scena che mai dimenticherà, non veniva notato da nessuno dei presenti così, terrorizzato per quel che sarebbe potuto succedergli, se la dava a gambe. Poi si recava alla Polizia per denunciare tutto quello a cui aveva personalmente assistito.

Mentre di Desirée si perdeva ogni traccia, i familiari non vedendola rincasare presentavano una denuncia al commissariato di polizia di Cisterna. Un fatto fin troppo sospetto perché la sedicenne mai fino a quel giorno aveva avuto comportamenti sopra le righe, anzi era abituata ad avvisare i genitori anche in caso di un piccolo e banale ritardo oppure per comunicare loro i propri spostamenti. Nel frattempo, a seguito del ritrovamento del cadavere della sedicenne e dopo averne ricostruito l’identità, sul muro dell’palazzo occupato di via dei Lucani è comparsa la scritta: “Giustizia per Desirèe: San Lorenzo non ti dimentica”.