Dialogare con l’Europa. Ma sulle misure per il popolo non si torna indietro. Parla Angiola (M5S): “L’obiettivo è cambiare regole che si sono rivelate fallimentari”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Dialoghiamo con l’Ue, ma sulle misure per i cittadini non si torna indietro”. Parola di Nunzio Angiola (M5S) deputato della commissione Bilancio.

Per Conte occorre superare il rigorismo miope, che combattere l’instabilità con misure che finiscono per favorirla. Musica per le vostre orecchie?
“Si tratta di semplice buon senso. Il presidente Conte non fa che constatare i fatti. Il rigorismo non ha ottenuto nessuno degli obiettivi che si era prefissato. In cambio si è diffusa miseria e stagnazione, e adesso i popoli si stanno sollevando un po’ ovunque in Europa”.

Il premier e non andrà a Bruxelles con “un libro dei sogni” ma l’Europa si aspetta correzioni considerevoli. Si rischia di annacquare la Manovra?
“Questo rischio non sussiste. La Manovra sta attuando quanto scritto nel Contratto di Governo, che nei prossimi 5 anni continueremo a realizzare. Lo fa in modo coraggioso ma serio. Non stiamo violando vincoli o mettendo a rischio i conti pubblici. Anzi, siamo convinti di tornare finalmente a far scendere il debito pubblico. Siamo aperti al dialogo con l’Ue ma sulle misure per i cittadini non si torna indietro”.

Rispetto al deficit programmato del 2,4%, quanto è possibile tagliare senza intaccare il cuore della Manovra?
“I tecnici sono al lavoro per valutare nel dettaglio il costo effettivo delle misure della manovra. Abbiamo sempre ripetuto come le nostre stime fossero assolutamente prudenziali. Se ci accorgeremo che sono state stanziate più risorse del necessario il Governo valuterà come impiegare al meglio le risorse aggiuntive. Non abbiamo preconcetti, ci interessano le misure per i cittadini”.

E con il ministro Tria che dice che “è preferibile andare verso la riduzione del deficit”, come la mettete?
“Tria ha anche detto che il 2,4% di deficit non è un livello clamoroso. Le dichiarazioni del Ministro Tria vengono spesso estrapolate ed utilizzate a seconda dei casi. In ogni caso, ripeto, se si potrà ridurre il deficit mantenendo intatte le misure, da parte nostra non ci sarà ostruzionismo. Ricordiamo che ciò che conta è il deficit strutturale che può essere abbassato pur mantenendo intanto l’impatto complessivo della manovra, attraverso una semplice rimodulazione di alcune voci di spesa”.

Di Maio ha spiegato che le risorse (meno di 4 miliardi) che il Governo conta di recuperare su reddito di cittadinanza e quota 100 non sono risparmi ma soldi che avanzano. Che ne farete di questo avanzo, andrà a finanziare gli investimenti?
“È un’ipotesi sul tavolo delle trattative. Se ci sarà questa possibilità, ben venga. Ricordiamo che se il debito pubblico non sta calando in Italia non è certo per il deficit, che è tra i più bassi in Europa, ma perché manca la crescita. Gli investimenti servono proprio a spingere la crescita, nel breve come nel lungo periodo”.

Con Bruxelles è in gioco anche un altro modo di concepire l’Europa: se la Manovra dovesse funzionare, sarebbe smentita la ricetta dell’austerity. è questa la vera posta in gioco?
“Forse è proprio questa la partita che si sta giocando. Se si dimostrasse che esiste una ricetta diversa, un modo diverso di fare politica, a crollare sarebbe tutta la costruzione politica che ha imposto certe regole, che nei numeri si sono già dimostrate fallimentari”.