Bye bye Marino. Stavolta il bisturi l’ha usato Renzi. Il sindaco scaricato prima dal premier e poi da tutto il Pd

Le dichiarazioni dell’Assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, sono state solo l’antipasto a un epilogo inevitabile.  “Non si può andare avanti in questo contesto”, ha detto Esposito all’Agi, “Roma ha bisogno di una giunta autorevole e non di finire tutti i giorni sui giornali per una questione di scontrini”. Così sono arrivate le dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino. Accerchiato e scaricato da tutti. Questa volta proprio tutti. I primi a fare un passo indietro sono stati il vicesindaco Marco Causi e gli assessori Stefano Esposito e Marco Rossi Doria: “Non sussistono pù le condizioni per andare avanti”, hanno detto i tre esponenti dell’esecutivo, ultime new entry dopo il rimpasto di luglio. Stesse parole pronunicate poco prima da Esposito aSkyTg24: “Penso che la situazione così com’è ci porterà inevitabilmente alla fine di questa amministrazione. Si è manifestato un quadro che non ci consente di andare avanti con autorevolezza. Chiunque arriverà a maggio troverà una situazione molto complicata per la bonifica della macchina amministrativa”. Poi è arrivato l’ultimatum lanciato dall’asse Pd – Sel: il sindaco deve lasciare entro le 16, altrimenti lo sfiduceremo. Marino, alla fine,  non può far altro che lasciare il Campidoglio. La questione scontrini manda la Capitale in tilt. Ora ci sarà un commissario, poi le elezioni, a quanto pare nel mese di maggio.

LA NOTA D’ADDIO
“Il sistema corruttivo è stato scoperchiato. Le grandi riforme avviate, i bilanci non sono più in rosso”: così Ignazio Marino, nella nota con cui ha annunciato le sue dimissioni da sindaco di Roma, rivendica il lavoro svolto.
“Quando, poco più di due anni e mezzo fa mi sono candidato a sindaco di Roma l`ho fatto per cambiare Roma, strappando il Campidoglio alla destra che lo aveva preso e per cinque anni maltrattato, infangato sino a consentire l`ingresso di attività criminali anche di tipo mafioso”, ha sottolineato Marino, aggiungendo: “Quella sfida l`abbiamo vinta insieme. In questi due anni ho impostato cambiamenti epocali, ho cambiato un sistema di governo basato sull`acquiescenza alle lobbies, ai poteri anche criminali. Non sapevo, nessuno sapeva, quanto fosse grave la situazione, quanto a fondo fosse arrivata la commistione politico-mafiosa”, ha ricordato, concludendo: “Questa è la sfida vinta: il sistema corruttivo è stato scoperchiato, i tentacoli oggi sono tagliati, le grandi riforme avviate, i bilanci non sono più in rosso, la città ha ripreso ad attrarre investimenti e a investire. I risultati, quindi, cominciano a vedersi”.