Disastro alcolico. Otto milioni i consumatori a rischio in Italia. In Molise l’abuso è fuori controllo

dalla Redazione
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I morti a causa dell’abuso di alcol sono ogni anno nel mondo 3,3 milioni. I dati sono emersi oggi all’Alcohol Prevention Day promosso da Istituto superiore di sanità (Iss) e Osservatorio nazionale ALCOL-Cnesps. Il consumo di bevande alcoliche è complessivamente responsabile di mortalità prematura, disabilità e insorgenza di oltre 230 patologie che costano alla società almeno 17 milioni di anni di vita persi. Per quanto riguarda l’Italia sono circa otto milioni i consumatori di alcol a rischio, 720 mila sono “heavy drinkers” (bevitori pesanti), che consumano una quantità di alcol dannosa per la salute (l’OMS definisce “dannosi” i consumi giornalieri di oltre 40 grammi di alcol per le donne e più di 60 per gli uomini).

REGIONE PER REGIONE – In Molise l’abuso di alcol è fuori controllo. I dati emersi oggi dalla giornata dell’Alcohol prevention evidenziano che si tratta della regione con la quota significativamente più alta di “consumatori dannosi” di alcol rispetto alla media nazionale. Come ci si aspettava la prevalenza dei consumatori dannosi di alcol “è più elevata tra gli uomini rispetto alle donne con una differenza significativa nell’Italia Nord-occidentale e nelle regioni del Sud rispetto alla media nazionale”. Negli ultimi sette anni non è stata registrata alcuna diminuzione soddisfacente negli abusi. Stabile il consumo anche nel quadriennio 2011-2014 con “la prevalenza di consumatori dannosi di alcol più elevata tra gli uomini rispetto alle donne”. Differenza che non si registra, se non minima, in Liguria, Toscana, Lazio, Umbria e Sicilia.

ALLARME ROSSO – Oltre al Molise tra le Regioni che superano la media nazionale ci sono anche Basilicata, Valle D’Aosta, Abruzzo e Sardegna. Per quanto riguarda le donne il dato più preoccupante arriva da Piemonte e Toscana dove si registrano le prevalenza superiori alla media italiana delle consumatrici dannose di alcol. Con il consumo che non si placa sono aumentati anche i servizi di assistenza medica: +14% a fronte di un aumento dell’utenza del 35%. I servizi o gruppi di lavoro per l’alcoldipendenza identificati nel 2014 sono stati 504 all’interno dei quali sono state preposte alle attività 4.596 unità di personale di cui solo il 22,9% addette esclusivamente e il 77,1% parzialmente.