Doppia poltrona Rai e RaiCom. Foa finisce alle corde pure in Cda. Laganà e Borioni: il presidente valuti un passo indietro. E in Vigilanza 5 Stelle e Pd sono pronti a sfiduciarlo

Sotto il fuoco incrociato della Vigilanza e del Cda, l’offensiva contro la doppia poltrona di Marcello Foa, presidente Rai e RaiCom, si allarga da Palazzo San Macuto fino ai piani alti di Viale Mazzini. Direttamente nelle stanze del potere della Tv pubblica, dove il caso è deflagrato ieri nel corso dell’ultima seduta del Consiglio d’amministrazione. Sollevato dai consiglieri Riccardo Laganà (espresso dai dipendenti, nella foto) e Rita Borioni (in quota Pd), che in una lettera congiunta hanno chiesto, formalmente, un passo indietro a Foa.

CARO MARCELLO… “Caro Marcello, visto il clamore mediatico e l’acceso dibattito anche in sede istituzionale relativo al doppio incarico di presidente della Rai e della società controllata Rai Com”, è la premessa della missiva che La Notizia ha potuto visionare, Laganà e Borioni auspicano, che il numero uno del Cda valuti “la possibilità di rinunciare alla carica di Presidente della società controllata RaiCom, preservando in tal modo la nostra azienda da eventuali ripercussioni negative”. Una lettera che ha colto di sorpresa Foa e che ora complica “l’ostinata perseveranza” – come l’ha definita in un’intervista al nostro giornale il vice presidente della Vigilanza Primo Di Nicola (M5S) che per primo ha sollevato la questione – con la quale “ha insistito nel voler cumulare la doppia presidenza di Rai Spa e RaiCom”.

Nonostante i reiterati (e ignorati) inviti dei Cinque Stelle a fare un passo indietro, seguiti da una risoluzione per rimuoverlo dalla guida della consociata presentata dal Pd in Vigilanza, dove il 28 maggio Foa rischia di essere “dimissionato” dalla seconda carica vista l’inedita convergenza tra 5S e dem, concordi nel ritenere inopportuno il suo doppio ruolo. Sul quale si è di fatto spaccato anche il Cda. Sebbene durante la seduta di ieri non si sia espressa, anche la consigliera Beatrice Coletti (in quota M5S), in linea con la posizione del Movimento, è contraria al doppio incarico del presidente.

GIORNATA NERA. Un vicolo cieco dal quale Foa può uscire in due modi: dimettendosi da RaiCom o accettando il rischio di farsi mettere alla porta. E non solo. La presa di posizione di Di Nicola al termine dell’ultima seduta della Commissione, del resto, suona come un ultimatum: se non si presenterà dimissionario alla prossima riunione della Vigilanza “costringendoci ad un atto di forza, andremo fino in fondo” e a quel punto, “anche il rapporto di fiducia che gli abbiamo accordato sostenendo la sua nomina alla presidenza di Rai Spa rischia seriamente di essere messo in discussione”. Insomma, decisamente una brutta giornata, quella di ieri, per Foa. Che, durante una pausa del Cda si è assentato, per una decina di minuti, insieme all’amministratore delegato, Fabrizio Salini.

QUESTIONI IN SOSPESO. Al rientro, dopo un duro confronto con il presidente, l’Ad ha lasciato in sospeso il capitolo delle nomine, sulle quali è intenzionato a dare un chiaro segnale di autonomia e indipendenza: sarebbero già firmate ma saranno comunicate nelle prossime ore, al massimo entro lunedì. Secondo indiscrezioni Fabrizio Ferragni non sarà confermato alle Relazioni istituzionali mentre Massimo Ferrario, già presidente della provincia di Varese con la Lega, non andrà alle Produzioni tv. Quanto al caso delle tre puntate annullate di Che fuori tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio, sono ancora in corso verifiche.

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