È guerra su aerei e missili, costano 800 milioni. Ma non sono chiari i capitoli di spesa

di Stefano Iannaccone
Politica

Un investimento che non indica i capitoli di spesa. Nonostante in ballo ci siano quasi 800 milioni, di cui 136 messi nel conto del ministero dello Sviluppo economico (Mise), come peraltro accade spesso. L’acquisto di missili e aerei militari – raccontato in anticipo da La Notizia – diventa un caso politico, sollevato al Senato dal Movimento 5 Stelle all’inizio dell’esame in Commissione Difesa a Palazzo Madama. “L’unico dato indicato riguarda il costo complessivo. Ma mancano i dettagli, come il piano di investimento e le previsioni sui ritorni economici”, ha detto a il senatore pentastellato Vincenzo Santangelo. Che ha annunciato battaglia, anche perché si staglia un’ombra: “Abbiamo il sospetto che il Governo abbia dato già il via libera alle operazioni di acquisto”, ha denunciato il parlamentare dei 5 Stelle. La maggioranza, in commissione, ha però precisato che alcuni milioni di euro sono stati solo accantonati. Perché prima della spesa bisogna attendere i pareri della commissione.

VANTAGGI
Ma al centro della polemica finisce anche un altro aspetto: la contabilità industriale, che pure sarebbe prevista per legge. “È una sorta di business plan che dovrebbe fornire dettagli sui vantaggi”, ha evidenziato Bruno Marton, capogruppo dei 5 Stelle in commissione Difesa al Senato, contestando le decisioni del ministero guidato da Roberta Pinotti. “Il Governo – ha incalzato Santangelo – tenta come al solito di confondere le acque e prova a far passare i Programmi di armamento con la scusa dell’indotto industriale, guardandosi bene dallo svelare come questi soldi verranno impiegati e quali vantaggi precisi produrranno per il nostro Paese, e le effettive previsioni di ritorno economico per le industrie del settore e per i livelli occupazionali”.

LINEA POLITICA
Sotto esame c’è anche la strategia di investire i soldi del Mise per aerei militari e missili. “Il Governo chiede al Parlamento di firmare una vera e propria cambiale in bianco per soddisfare la sua folle corsa agli armamenti”, ha accusato Marton. E per Santangelo c’è un altro problema: “È grave che l’Esecutivo si senta autorizzato a sprecare risorse pubbliche in armi senza neanche spiegare come e perché, in un momento in cui tra l’altro questi soldi dovrebbero essere impiegati per migliorare la vita dei cittadini e non per comprare armi e assecondare le solite logiche lobbistiche”.