E’ il politicalcio, bellezza. La Russia organizza il Mondiale di calcio più costoso della storia ma pensa anche ad altro. Sarà anche il primo torneo senza Blatter, sepolto dal Fifa-gate

dalla Redazione
Sport

Per la maggioranza degli italiani si tratterà di un’esperienza inedita. Mancano solo due giorni all’inizio del primo Campionato del mondo di calcio senza l’Italia degli ultimi 60 anni. Gli azzurri non ci saranno, ma comunque al Mondiale qualche ‘italiano’ ci sarà: saranno una sessantina i giocatori provenienti dalla Serie A, con Polonia e Croazia tra le più prodighe a pescare nel campionato italiano (7 calciatori). La Juventus è la squadra più rappresentata (11 convocati), seguita da Sampdoria e Napoli (6). Solo Chievo, Benevento, Sassuolo e Cagliari non hanno giocatori convocato al Mondiale.

Chi lo vincerà vedrà lievitare il cartellino e il portafoglio oltre che inevitabilmente movimentare il mercato estivo. Tanti i big attesi: oltre ai ‘soliti’ Messi, CR7, Neymar, la rassegna, che vale in prospettiva anche per il Pallone d’Oro, vede in prima fila l’attesissimo Momo Salah, Kane, Milinkovic, Hazard, Lewandowski, Manè.

Ma l’aspetto sportivo rischia di passare in secondo piano. L’ospitata russa del Mondiale è un progetto guidato personalmente da Putin. Quindi ha una valenza politica molto profonda sul piano internazionale. Mosca ha fatto le cose in grande, allestendo la Coppa del Mondo più costosa della storia, con il budget totale che supererà i 14,2 miliardi di dollari. L’obiettivo numero uno, per Putin, è mostrare urbi et orbi che il Paese è tornato al centro della scena, dopo anni di ‘castigo’ diplomatico. Al Cremlino prevedono una lunga lista di Vip in visita nel corso del coppa del mondo e il calcio, come sempre, sarà una scusa per parlar d’altro. “Abbiamo fatto del nostro meglio per garantire che tutti i nostri ospiti – gli atleti, lo staff e, naturalmente, i tifosi – si sentano a casa: abbiamo aperto il nostro Paese e il nostro cuore al mondo. Benvenuti!”, ha detto Putin in un video-messaggio trasmesso in attesa del fischio d’inizio di giovedì prossimo.

Che tutto fili liscio, però, non è scontato: all’orizzonte non mancano nubi cariche di pioggia. Da un lato, infatti, c’è la questione sicurezza legata agli hooligan – russi, ma non solo. In arrivo ci sono 10mila tifosi inglesi e gli animi potrebbero scaldarsi. C’è poi l’evergreen del terrorismo, con la Russia impegnata nel teatro siriano e dunque nel mirino di Isis e soci. Infine il conflitto congelato con l’Ucraina nel Donbass, sempre a rischio di fiammate improvvise.

Anche per la Fifa sarà un’edizione particolare. Gianni Infantino vivrà la sua prima Coppa del Mondo come presidente dell’organizzazione internazionale. Sarà la prima Coppa del mondo senza il suo uomo più influente del 21° secolo, Joseph Blatter, sepolto dalle macere del Fifa-Gate del 2015, lo scandalo di corruzione che ha scosso le fondamenta dell’organismo.

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